A Modena si riscopre l’antica saggezza di Roma imperiale 'panem et circenses': solo che il pane è finito, il buco è aperto, e restano i circensi con pianoforte... da inchiodare! Un milione sparisce? Si organizza un concerto, appunto. I controlli saltano? Si alza il volume. La trasparenza manca? Si abbassano le luci in sala. Tiezzi e Benedetti non sono ciechi, ma sono impresari dello spettacolo istituzionale e non tappano il buco con spiegazioni, magari dimettendosi, ma con eventi culturali, comunicati rassicuranti e sorrisi da foyer. Così la Fondazione diventa Colosseo, il buco diventa arena, e i cittadini spettatori paganti applaudono mentre sotto il palco crolla la fiducia pubblica. Perché a Modena lo scandalo non si risolve: si intrattiene e mentre il pubblico guarda il maestro al pianoforte, qualcuno lo inchioda come fosse un tappo sulla voragine. Panem non ce n’è, circenses pure: ma il conto, come sempre, lo paga la città.
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