Il 25 aprile è la festa della libertà, quella che tutti difendono, purché non la si usi! Sul palco si celebra la Resistenza, sotto si tollera a malapena chi resiste davvero: chi scrive, chi disturba, chi non chiede permesso. I partigiani avevano i fucili, oggi bastano un matitone e qualche idea sbagliata per diventare un problema. Nove anni fa è nato un giornale: nessun padrino, nessun padrone; quindi sospetto. Ha fatto una cosa semplice e imperdonabile: non stare al posto assegnato. Nel frattempo, la libertà è diventata un oggetto da cerimonia: si espone una volta l’anno, con la fascia tricolore ben stirata, e poi si rimette via, tra una diffida e una telefonata “amichevole”. La chiamano informazione responsabile: è quella che non punge, non graffia, non lascia segni, insomma non serve a niente. Per tutto il resto c’è ancora qualcuno che insiste, scrive, pubblica e rompe, badate bene: non è nostalgia della Resistenza, ma è fastidio presente e, a quanto pare, non è ancora guarito.
Paride Puglia


