Quelli del PD hanno ancora i voti ma sempre meno politica. E soprattutto hanno una guida incerta. Dopo Roberto Solomita, ultimo segretario provinciale col fiuto vero, un condominio senza amministratore. Specie perché i veri big sono impegnati nella guerra interna per le prossime politiche – altro che segreteria.
Eppure stavolta Massimo Paradisi, sindaco di Castelvetro e segretario provinciale del PD, aveva centrato il punto. Sui furti a raffica a Castelfranco Emilia, in casa del collega Giovanni Gargano, aveva scritto una cosa politicamente forte, ma necessaria: sulla sicurezza il Governo di Giorgia Meloni non può continuare a vendere slogan da campagna elettorale e poi lavarsene le mani quando i territori chiedono uomini, presidi, controlli, risposte.
La Pressa ha pubblicato integralmente il comunicato e titolato così: “Colpa del Governo”. Sintesi ruvida? Certo. Sbagliata? Ma anche no. Perché nel comunicato di Paradisi c’erano “fallimento su tutta la linea”, “il Governo non fa la propria parte”, “silenzio assordante del Governo”. Tradotto dal politichese: la responsabilità è anche, e soprattutto, di Roma. Il direttore ha solo fatto sintesi.
Risultato: tremila like, duemilacinquecento commenti, sessanta condivisioni. Numeri enormi per un post locale. Numeri che dicono una cosa semplice: la sicurezza è un nervo scoperto.
E così Paradisi è riuscito a rubare la scena al collega Gargano, detentore dei precedenti record social.
Perché la sicurezza – la propria – tocca le famiglie molto più dell’antimafia; molto più dei convegni; molto più delle bandiere sui balconi istituzionali. Tocca chi si trova il negozio sfondato, chi teme che gli salgano dalle finestre, chi non dorme tranquillo. Chi vede zone buie, spaccio, furti, degrado. Gargano ha fatto bene a chiedere l’intervento del Prefetto. E Paradisi ha fatto bene a dire che, dopo quasi quattro anni di Governo costruito soprattutto sulla promessa di ordine, sicurezza e controllo dell’immigrazione, qualche domanda bisogna pur farla.Uno di destra serio e obiettivo dovrebbe chiedere ai suoi: siete lì da quattro anni, ma esattamente che cosa avete risolto? Dove sono gli agenti nei centri, nelle periferie e nelle campagne? Dove finiscono i malandrini dopo l’arresto? E il casermone in Albania, al cittadino di Castelfranco con la vetrina spaccata, che cosa risolve? Se in quattro anni non porti la soluzione diventi parte del problema. Bravo Paradisi, dunque: ottima mossa politica con un fondo di realtà.
Ma solo per dieci minuti: poi è arrivata la paura. Invece di tenere la linea, Paradisi ha attivato l'autoprotezione e preso le distanze dal titolo: mai detto “colpa del Governo”.
Tutto giusto, per carità. Gli insulti fanno schifo. Le minacce vanno condannate. Augurare un TSO a un avversario politico è una miseria civile. Ma detto questo e salvato Paradisi, della sicurezza dei cittadini alla fine chi se ne occupa?
Magath

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