Da esempio di civismo, baluardo della 'Modena che resiste' e che 'non si volta dall'altra parte' a 'venduto al sistema del potere'.
E' questo l'inconcepibile e indecente destino toccato in queste ore a Luca Signorelli, l’uomo che, rischiando la vita, ha fermato El Koudri dopo la strage di sabato, subito battezzato ‘eroe di Modena’.
Signorelli fino a qualche giorno fa appariva in foto nelle bacheche social di tutti gli esponenti locali e nazionali di centrodestra. Le sue parole (Modena non è morta) sono addirittura state prese come slogan dalle manifestazioni di Forza Nuova e Fdi.
Ebbene, oggi sugli stessi social viene accusato dallo stesso mondo vicino al centrodestra, di essere servo del potere per aver dichiarato (qui il video de La Pressa) che quanto avvenuto a Modena non ha una matrice terroristica.
Parimenti, il centrosinistra, il Pd e Avs, per non essere da meno hanno subitamente trasformato quest'uomo nel loro nuovo paladino, ripetendone in modo acritico le frasi pronuciate in assoluta buona fede, ma utili a una narrazione tranquillizzante.
Ora, al di là del merito della questione, al di là delle indagini sull'orrore di sabato scorso, è impossibile non esprimere vicinanza umana e morale al protagonista di questa vicenda.
Una vicinanza che si unisce a una triste riflessione: davvero sull'altare della politica si può sacrificare ogni cosa? Davvero non esiste nulla che superi la mera contrapposizione finalizzata al consenso e alla ricerca del potere? Eroi da tirare per la giacchetta, in attesa della prossima piazza, del prossimo slogan, della prossima tragedia da strumentalizzare. Eroi veri, perchè davvero Signorelli è stato colpito dal coltello di El Koudri, da smontare o da incensare a seconda della convenienza.Luca Signorelli non merita tutto questo, eppure questo avviene: nuovo tassello di miseria umana in un mosaico di orrore.
Giuseppe Leonelli


