Il dato politico più evidente sul caso Aimag è il silenzio del Pd di Carpi e delle Terre d’Argine. Dopo che nella nomina del nuovo Cda il partitone locale non ha toccato palla. Una nomina chiusa dai sindaci e benedetta dal Pd provinciale e dal Pd di Mirandola.
Riccardo Righi e Caterina Bagni - sindaci di Carpi e Soliera - hanno scelto assieme di staccarsi dall’impostazione heracentrica imposta dai loro predecessori, Alberto Bellelli e Roberto Solomita. Una linea portata avanti per anni, a costo di scontri durissimi con la Bassa, improvvisamente abbandonata.
I nomi indicati nel nuovo Cda vanno tutti in quella direzione: Valerio Pozzi non è certo un nome spendibile come prosecuzione naturale della linea Hera. E Morena Diazzi, Stefano Benatti, Anna Navi e Chiara Pederzini compongono un quadro molto diverso da quello della fase precedente. E conta poco che Pederzini abbia frequentato Hera Lab: non può di certo condizionare da sola scelte di questa portata.
Il vero punto sarà capire chi guiderà davvero Aimag. Pozzi ha un’azienda complessa da gestire, la Opas. Per questo è probabile che parte rilevante del lavoro finirà nelle mani di Diazzi, che ha esperienza amministrativa e politica.
L’ipotesi è chiara: stop a Hera e Diazzi si tiene stretta la vicepresidenza per quattro anni per poi diventare presidente per altri quattro. Questo, secondo la lettura che circola, sarebbe il cuore dell’accordo tra Righi e il vannacciano Guglielmo Golinelli. Un accordo che non nasce oggi, ma che avrebbe radici già nella scorsa estate.Il bersaglio di Righi non è Aimag: è Carpi. Il sindaco punta a prendere in mano il partito cittadino. Finora gli era stato imposto quasi tutto, a partire dalla giunta: no ad Andrea Rostovi, no a Marco Reggiani - che di Righi è stato mandatario elettorale - no ad Alberto Bellelli e Simone Tosi - senza i quali Righi non avrebbe mai vinto ma nemmeno giocato le primarie. Dentro invece Cecilia Caliumi e Paola Poletti - politicamente imbarazzante soprattutto sulla Ztl, con un certo disagio delle stesse associazioni dalle quali proviene.
La partita Aimag, allora, serve a sbloccare tutto. Fallita l’operazione Ruggiero, Daniela Depietri ne esce sconfitta e dovrà trarne le conseguenze. Dimissioni? No, è proprio uno sfratto politico: il suo partito ha sconfessato la linea che aveva sostenuto. E sul locale nessuno la sostiene più.
Potrebbe così aprirsi il tana libera tutti: Tosi nuovo segretario del Pd e giunta ribaltata: dentro Rostovi, Reggiani e Mauro D’Orazi - a sua volta abile stratega - in rappresentanza dell’area centrista.
Il nodo vero resta l’urbanistica, ferma per un anno. È il settore nel quale si concentrano più interessi politici e imprenditoriali, ed è lì che il cambio di assetto diventerà decisivo. Evidentemente alcuni portatori di interessi si sono sentiti bloccati e ora cercano una nuova squadra.
Magath


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