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Donna ferita nella strage, il marito ferito sui social sottoscrive le parole di Mezzetti contro il fratello

Donna ferita nella strage, il marito ferito sui social sottoscrive le parole di Mezzetti contro il fratello

Ieri sui social il marito ferito della donna ricoverata al Maggiore, nonchè cognato di Giovanni Esposito, ha sottoscritto le parole del sindaco


3 minuti di lettura

Da una parte la verità di Giovanni Esposito, fratello di una delle vittime della strage dello scorso 16 maggio a Modena, quando l’auto guidata da Salim El Koudri travolse otto persone in centro a Modena. Secondo Esposito le istituzioni, e il sindaco di Modena in particolare, hanno abbandonato la sua famiglia e nessuno avrebbe contattato i parenti della vittima.

Dall'altra la verità del sindaco di Modena, Massimo Mezzetti che in Consiglio comunale ha dato una versione completamente diversa affermando di essere in costante contatto con la figlia della vittima e accusando Esposito di fare un uso strumentale del proprio dolore.

La dichiarazione

'Per quanto riguarda le persone ricoverate all'ospedale Maggiore di Bologna, una coppia formata da marito e moglie, posso dire che l'uomo è fuori pericolo, anche se ricoverato in altro reparto mentre la donna è ancora in terapia intensiva - ha detto testualmente Mezzetti come dato conto da La Pressa -. La famiglia come da richiesta di una delle figlie con cui sono in contatto, intende mantenere il massimo riserbo sulle condizioni dei genitori e anche per questo motivo non aggiungerò altre informazioni in merito.

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Però permettetemi di aprire una parentesi: voi sapete che io ho fatto della gentilezza la cifra del mio comportamento in campagna elettorale e dopo, come più volte detto però nessuno confonda la gentilezza con debolezza e ingenuità. Il signor Giovanni Esposito, fratello della signora, ha affermato in più di una occasione che 'nessuno ci ha detto o chiesto nulla', aggiungendo una serie di altri epiteti verso il sottoscritto e l'amministrazione. Il signor Esposito è evidentemente in malafede oppure non sa che io sono in costante contatto con la figlia della sorella e il fatto che lui non lo sappia la dice lunga sul suo rapporto con la famiglia di cui voglio rispettare il dolore, e quindi mi fermo qui, perché un uso strumentale del proprio dolore e del dolore altrui, soprattutto se si tratta di un proprio familiare, non merita alcun commento'.

Il marito

Ieri sui social, a commento del video pubblicato dal primo cittadino, il marito ferito della donna ricoverata al Maggiore, nonchè cognato di Giovanni Esposito (del quale nel rispetto della privacy non pubblichiamo il nome), ha sottoscritto le parole dello stesso Mezzetti, una approvazione che fa riflettere sul peso delle due verità che abbiamo descritto in premessa.

Uno scontro che rompe le regole della politica

Questi i fatti.

Due verità che trovano nella presa di posizione odierna del marito un faro che ne illumina una e ne adombra un'altra. Una storia difficile da raccontare perchè si inserisce in un contesto drammatico, che evidentemente si intreccia a tensioni familiari impossibili da sondare e che inevitabilmente parla alla 'pancia' di una fetta di città alla ricerca di un responsabile 'politico' per l'abominevole strage compiuta da El Koudri. Ricerca anche comprensibile umanamente, ma che rischia di aggiungere strumentalizzazioni, nebbia e dolore.

Sia chiaro la strumentalizzazione è sempre dietro all'angolo, il potere tende sempre ad autoassolversi, ma in questo caso il marito stesso della vittima indica un punto fermo.

Per questo, pur nella sua complessità, questa è una storia che va raccontata in punta di piedi, ma con precisione proprio nel rispetto del dolore immane subito dalle vittime e dalle loro famiglie.

Va raccontata anche per il modo estraneo alle regole della liturgia politica col quale il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, l'ha gestita. Era impensabile attaccare dal Consiglio comunale il fratello di una delle vittime, eppure Mezzetti lo ha fatto. Impensabile perchè inopportuno, scivoloso e decisamente impopolare. Eppure, pur nel relativismo della realtà, se si è certi di una verità a volte è giusto difenderla.

Anche se non conviene, anche se si viene travolti dalla rabbia di chi, cercando disperatamente di trovare un Senso al baratro, cede alla logica dello scontro a prescindere.

Giuseppe Leonelli

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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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