Pasini ha vinto con 6.166 voti contro i 3.706 della Muratori. Cinque anni fa gli stessi due sfidanti erano separati da appena 17 voti. Stavolta non c’è stata partita. E il dato più pesante non è nemmeno il risultato finale, ma il primo turno. Pasini aveva 5.175 voti. Muratori 3.425. Ma assieme a Roberto Adani ed Enzo Cavani, candidati civici ma vicini al campo della sindaca uscente, il centrosinistra avrebbe avuto i numeri per chiudere la partita al primo turno. Però quei voti non erano disponibili per la Muratori. E infatti al ballottaggio non sono rientrati. Anzi: in larga parte sono andati proprio a Pasini.
Questo è il punto che il PD modenese farà fatica a digerire: non ha perso perché il campo era stretto. Ha perso perché il campo largo, a Vignola, era largo solo sui manifesti. C’erano PD, Movimento 5 Stelle, Avs e civici. C'erano anche i candidati nobili, quelli di Muzzarelli. Mancavano solo i voti.
Il parallelo con Novi di Modena, che andrà al voto il prossimo anno, viene naturale. Dopo la lunga stagione di Luisa Turci, partita come espressione di Rifondazione Comunista e del mondo associativo e finita per diventare il perno del PD novese, il partitone continua a non capire la propria impresentabilità locale. Enrico Diacci è sindaco da dieci anni, viene da un’area centrista, è spacciato come civico, ma politicamente resta vicino al mondo PD. Piace alla gente, è vincente ma il PD, invece di prenderne atto e mettersi a ruota, gli corre contro per perdere. Lo ha già fatto due volte e rischia di farlo per la terza.
Non è una questione personale. Non è Muratori, non è Turci, non è Diacci. È una questione più politica: di gerarchie, di ruoli palesi e occulti, di memoria. La gente sa perfettamente chi votare e chi non votare. Mentre il PD centrale ha perso totalmente il contatto con la provincia.
A Modena e a Carpi il PD lo ha capito. Non avendo candidati propri realmente presentabili, ha scelto due non organici al partito: Massimo Mezzetti e Riccardo Righi. Ha cambiato cavalli e ha vinto. A Vignola no. E così già scricchiola la segreteria Paradisi-Lenzini, nata divisa fra aree diverse e incapace di imporre una lettura vera del territorio.
Il rischio, per il PD modenese, è l’ennesimo commissariamento mascherato. Ufficialmente per ricostruire il partito. Ma Vignola e Novi in realtà interessano zero: perché la battaglia è solo per decidere chi andrà a Roma.
Magath



