L’interrogazione sulla sanità di Gian Carlo Muzzarelli è un avviso politico di sfratto a Mattia Altini?
Il direttore generale dell’Ausl di Modena è oggi il punto attorno al quale ruota tutto: liste d’attesa, appropriatezza prescrittiva, accorpamenti tra Baggiovara e Policlinico, guardie mediche h24, ospedali della provincia, punto nascita di Mirandola. Muzzarelli non chiede solo informazioni: chiede chi decide e con quali atti.
E la domanda nasce da un fatto politico preciso: al recente incontro per il libro di Vincenzo Paldino, davanti a una platea numerosa e con Muzzarelli seduto in prima fila, Altini ha detto di avere firmato lui la chiusura del punto nascita di Mirandola e l’ha rivendicato sul terreno della sicurezza. Non solo parametri nazionali, non solo soglie, non solo atti superiori da applicare: una valutazione sostanziale del pericolo.
Ed è lì che il tema cambia natura. Perché un direttore generale deve applicare indirizzi, norme e programmazione sanitaria. Ma se diventa lui a stabilire cosa è sicuro e cosa è pericoloso, cosa è doppione, cosa va accorpato e cosa può essere chiuso, allora la politica arretra fino a diventare spettatore - peraltro pagante. I sindaci ascoltano, la CTSS prende atto, i territori protestano, l’Ausl decide.
Muzzarelli questo lo ha capito benissimo.
E infatti oggi prova a rientrare in partita da presidente della Commissione sanità. Chiede lumi su Mirandola, ma il dossier è molto più largo. C’è il rapporto tra Ausl e Azienda ospedaliero-universitaria, il futuro del Policlinico, i territori lontani dal capoluogo.Poi c’è il dato che non si può aggirare: le liste d’attesa restano un problema enorme e concreto. Altini può difendere l’appropriatezza, può spiegare che prescrivere meno significa prescrivere meglio, può portare numeri e letteratura scientifica. Ma quando il cittadino aspetta mesi per una visita, la distinzione tra taglio intelligente e taglio e basta diventa sottile. Sul piano tecnico può avere anche argomenti. Sul piano politico, il conto lo pagano altri.
E il conto è già arrivato: una fetta della sconfitta del centrosinistra a Vignola passa anche dal malessere sulla sanità. Mirandola è fuori da tempo e così non rientrerà mai. Pavullo pure. Se la sanità diventa il simbolo di un Pd che accentra, razionalizza e poi perde consenso nei territori, Muzzarelli avrà buon gioco a indicare un responsabile.
Anche perché Altini, che pure dovrebbe essere espressione di quel mondo politico, oggi non sembra avere una rete solida pronta a difenderlo. Nel Pd difficilmente qualcuno si metterà di traverso a Muzzarelli su una battaglia così spendibile.
Magath


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