A farlo, in un colloquio aperto col direttore de La Pressa Giuseppe Leonelli e con il collega Vincenzo Malara di ModenaToday, è stato il direttore dell'Ausl di Modena, Mattia Altini.

Tanti e attuali i temi sul tavolo, nodi, che pur nella brevità imposta dal contesto, Altini ha affrontato senza sottrarsi anche a riflessioni scomode e impopolari. 'Dobbiamo fare delle scelte, dobbiamo farle in base a dati scientifici e dobbiamo prendere atto di una verità apparentemente antipatica: la scienza non segue le regole delle opinione della maggioranza' - ha detto a riguardo Altini.
Parole che sembravano rivolte in particolare a uno dei 700 spettatori presenti al Forum Monzani, l'ex sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, seduto in prima fila e che ha preferito non intervenire sul palco. Muzzarelli che negli ultimi mesi - dalla poltrona di presidente della Commissione regionale sanità - non ha lesinato critiche alla gestione di Altini: dal tema della riorganizzazione ospedaliera passando per l'eliminazione del medico del 118 nel servizio emergenza dell'Alto Frignano.
Tre i temi sui quali Altini è stato chiamato a esprimersi.
Quello della appropriatezza delle prescrizioni con le polemiche collegate alla famosa delibera che ha assegnato un 'premio economico' ai medici di base che prescrivono meno esami.
Quello della riorganizzazione ospedaliera in città con l'eliminazione promessa dei 'doppioni' tra Baggiovara e Policlinico, con il ripensamento degli ospedali in provincia e il tema dell'Alto Frignano.
Quello della chiusura dei punti nascita a Pavullo e Mirandola, dopo le famose promesse tradite di Bonaccini circa la loro riapertura.
Il direttore generale Ausl ha tenuto il punto su tutti gli aspetti, rivendicando le scelte e affermando di assumersene in pieno la paternità con le responsabilità connesse.

Il tema di fondo è quello del cambiamento. 'Davanti a una realtà complessa, non basta dare la colpa a un Governo che non investe il 7.5 del Pil in sanità o all'assenza di personale, non basta richiamare la sacrosanta necessità di mobilitarsi per il servizio sanitario pubblico o la miriade difficoltà esterne. E' tutto vero, ma il mio compito è quello di fare il possibile con quello che ho a disposizione - ha detto Altini -.

Infine il tema dell'emergenza. Su questo è ovvio che non basta appellarsi al superamento dei doppioni, ma occorre offrire un servizio anche quando è diseconomico, come nel caso del 118 nelle zone poco abitate della montagna o come nel caso dei punti nascita periferici. 'Io sono la persona che ha firmato per la chiusura del punto nascita di Mirandola - ha detto Altini sfidando l'inevitabile perplessità della platea -. L'ho fatto perchè sono convinto che in questo modo abbiamo garantito la sicurezza delle future mamme, perchè la scienza, che ripeto non è democratica, ci dice che sotto i 500 parti un reparto di ostetricia non è sicuro.
Parole pronunciate in modo convinto, con uno spontaneo accento romagnolo fuori dalle paludate formule del politicamente corretto al quale Modena è abituata. Pochi applausi, vista la delicatezza del tema, ma impossibile non prendere atto della chiarezza con cui è stato presentato il percorso che ha in mente Altini, l'uomo che oggi - a dispetto dell'attivismo di Muzzarelli - ha in mano le chiavi della sanità in provincia di Modena.
Giuseppe Leonelli



