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Modena, biblioteca Delfini, la Cisl attacca: 'Il Comune non ha condiviso il bando di esternalizzazione'

Modena, biblioteca Delfini, la Cisl attacca: 'Il Comune non ha condiviso il bando di esternalizzazione'

'E’ dal 12 ottobre che chiediamo risposte e incontri. Questa biblioteca non è un faldone da appaltare'


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'Il Comune di Modena ha scelto di esternalizzare i servizi della Delfini e di non stabilizzare i suoi cinque precari. Dopo mesi di silenzi e richieste inevase, in Prefettura ha fatto capolino la verità di un bando inscatolato e pronto al decollo. Domanda: con chi è stato condiviso? Non sarebbe servito un confronto chiaro, giocato a carte scoperte?'.

Così Mirko Manzini e Sabrina Torricelli della Cisl Fp Emilia Centrale replicano alla nota del Comune, ricordando che 'è singolare prendere una biblioteca amatissima e tra le più grandi in regione, magnificare l’esternalizzazione di una parte dei suoi servizi e spiegare che è tutto bellissimo'.


Per la Cisl Fp ci sono tre punti che non tornano.

'Primo: l’Ente non ha offerto generosamente la disponibilità a prorogare i contratti fino alla fine del 2026. In Prefettura è stato detto altro: bando e gara richiederanno tempo, quindi il Comune deve prorogare i contratti ai precari per non lasciare scoperto il servizio. Ma non ha saputo dire né per quanto né se accadrà per tutti. Abbiamo ottenuto risposte senza una reale garanzia – ricordano Manzini e Torricelli –. L’intervento della Prefettura ha chiuso il punto e chiarito che tutti e cinque i precari avranno il contratto prorogato fino al 31 dicembre.

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Per ora è ossigeno. Secondo: il Comune assicura che già il 20 marzo avesse fornito tutte le informazioni su bando, tempi e destino del personale. La realtà è diversa: il 20 marzo c’è stato un incontro col Direttore generale (nella foto Lorenzo Minganti con il sindaco Mezzetti), su una lunga lista di temi contrattuali ma… la Delfini non era nel menù. A margine siamo stati noi a sollecitare una risposta sui precari e sulla necessità di un incontro ad hoc, richiesto da tempo senza risultati, ottenendo solo un richiamo vago alla delicatezza della situazione. Terzo: viene attribuita alla Cisl Fp la frase “svendita della cultura”, giudicata dall’Ente “la più sorprendente', “che si rigetta nel modo più assoluto”. Eppure quella frase non è mai stata scritta nella comunicazione sindacale inviata alla stampa'.


'Fin dallo scorso 12 ottobre il sindacato ha chiesto incontri e risposte. Lo ha fatto tre volte, anche via pec. L’ultimo sollecito porta la data del 2 aprile. E poi: per quattro anni il piano del fabbisogno aveva previsto assunzioni tramite concorsi per potenziare la Delfini. Assunzioni scomparse a inizio anno e riapparse (a parole) a fine aprile.

Ecco perché i lavoratori hanno chiesto, alla fine di questa carambola, una rotta chiara: stabilizzazione in un tempo ragionevole (un biennio), applicando la legge Madia appena raggiunti i tre anni di servizio. E’ possibile che un Ente da 1.350 dipendenti, in buon equilibrio nella spesa del personale, non abbia la forza per assorbire cinque lavoratori della sua biblioteca? La verità è che mentre lavoratori e sindacato costruivano una proposta concreta, era già in cantiere il bando per esternalizzare la Delfini e il sistema bibliotecario comunale– rivela Cisl Fp –, un atto che richiede alcuni mesi di istruttoria. Conta poco, ora, raccontare che ai precari si applicherà il contratto Federculture. Conta poco perché con il passaggio da un contratto delle funzioni locali ad uno alle dipendenze di un privato appaltatore non cambia solo la natura del rapporto di lavoro ma cambiano tutte le tutele e i vantaggi connessi” Il Comune dichiara di essere disponibile a proseguire il confronto, un invito che il sindacato raccoglie a condizione che inizi un dialogo vero per tentare di salvaguardare l’apporto prezioso di questi lavoratori e il perimetro pubblico del servizio. Stiamo parlando di persone assunte a suo tempo con un concorso, il Comune poteva e può stabilizzarle e, per questo, la vertenza merita di proseguire.
Di certo, al momento, c’è che a ottobre torneremo in Prefettura e che la raccolta firme proseguirà nei luoghi della cultura: la Delfini non è un faldone da appaltare, è un pezzo della città e chi l’ha fatta funzionare merita rispetto e futuro', conclude Cisl Fp.

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