'Lo scorso 12 novembre 2025, il Gruppo Consiliare ModenaperModena depositava un’interrogazione urgente — protocollata dal Comune di Modena con n. 454644/2025 — al Sindaco, alla Giunta e al Presidente del Consiglio Comunale sul futuro dell’ex CRA Ramazzini di via Luosi 130. L’interrogazione ricostruiva con precisione la storia dell’immobile: la convenzione del 2018 tra Comune e Provincia per la concessione in uso gratuito dell’edificio, l’accordo del 2021 sulla rete scolastica che prevedeva interventi di adeguamento antisismico, e soprattutto il trasferimento degli ospiti dalla CRA Ramazzini alla CRA Gorrieri nell’estate 2024 — dopo il quale l’edificio era rimasto abbandonato, occupato abusivamente e in progressivo degrado, con due interventi della Polizia Locale documentati nell’arco di un anno'. Così il consigliere comunale Maria Grazia Modena.
'L’interrogazione sollevava domande precise e urgenti: cosa intendeva fare il Comune con l’immobile e con il suo giardino, quando la Provincia avrebbe effettuato i lavori antisismici previsti, e soprattutto se l’Amministrazione fosse disponibile a rivedere la convenzione, riprendere la piena disponibilità dell’edificio e valutare la creazione di una nuova CRA pubblica a gestione comunale — sul modello della CRA Vignolese — per rispondere all’aumento della popolazione anziana e al contestuale calo di quella scolastica, tendenza già prevedibile dal 2021.
A quella domanda, in Consiglio Comunale, non è arrivata ancora alcuna risposta'.'Di fronte a questo silenzio istituzionale, 226 cittadini modenesi hanno deciso di farsi avanti in prima persona: a gennaio 2026, attraverso i referenti Maria Grazia Modena, Manuela Tonini e Vittorio Ballestrazzi, hanno formalmente chiesto a Provincia e Comune di aprire un’assemblea pubblica per discutere del futuro dell’edificio. Una forma di partecipazione civica seria, documentata, nel pieno rispetto degli strumenti previsti dagli statuti degli enti. Anche questo appello ha ottenuto come risposta mesi di rimpalli tra istituzioni, informazioni incomplete e ritardi ingiustificati. Solo a fine aprile 2026 i cittadini hanno appreso — con quattro mesi di ritardo — che l’immobile era già tornato nella piena disponibilità del Comune dal 10 dicembre 2025: una circostanza che né la Provincia né il Comune avevano ritenuto opportuno comunicare chiaramente, né ai firmatari né, evidentemente, al Consiglio Comunale. La situazione è ormai chiara: il Comune è proprietario dell’edificio e ha la piena titolarità decisionale. Non esistono più alibi procedurali. ModenaperModena chiede quindi due cose semplici e doverose: che il Sindaco e la Giunta rispondano finalmente all’interrogazione protocollata cinque mesi fa, e che venga convocata al più presto un’assemblea pubblica — come richiesto da 226 firmatari — per aprire un confronto trasparente con la cittadinanza sul futuro di questo edificio e del suo straordinario giardino, un unicum nel cuore della città a due passi dal Centro Storico.



