'L’intervento di Fratelli d’Italia su un’iniziativa scolastica che promuove il dialogo tra culture e religioni diverse appare segnato da una lettura decisamente frettolosa e da una conoscenza solo superficiale del progetto educativo della scuola una reazione immediata, quasi “a caldo”, che ha finito per costruire una polemica su presupposti inesistenti. La scuola pubblica deve rimanere un luogo laico, ma la laicità non è rimozione delle differenze è, al contrario, la capacità di conoscerle, comprenderle e metterle in relazione in modo critico e consapevole ed è attraverso la conoscenza reciproca che si costruisce una convivenza autentica'. La responsabile Scuola del Partito Democratico cittadino Federica Di Padova replica così alle parole del senatore Fdi Michele Barcaiuolo sul caso delle lezioni di Islam al Fermi di Modena.
'L’incontro organizzato dall’Istituto Fermi, come chiarito anche dal dirigente scolastico, è parte di un percorso condiviso, costruito nel tempo con il contributo di studenti, docenti e famiglie, non un episodio isolato, ma l’esito di un lavoro collegiale serio, maturato negli organi scolastici e coerente con l’offerta formativa. In questo contesto sono stati organizzati anche altri incontri con rappresentanti di diverse comunità religiose presenti sul territorio.
La rapidità con cui alcuni esponenti del centrodestra sono intervenuti evidenzia con chiarezza la loro generale scarsa attitudine ad informarsi prima di intervenire - sottolinea Di Padova - con il prevedibile risultato di alimentare una polemica basata esclusivamente sulla percezione, piuttosto che sulla reale conoscenza dei fatti. Ancora una volta coi toni offensivi utilizzati da alcuni suoi esponenti, il centrodestra modenese dimostra di mancare di rispetto verso l’intera comunità scolastica, gli studenti, trasformati in terreno di scontro politico - attacca Di Padova - e verso i docenti, il cui lavoro viene messo in discussione senza alcun fondamento, arrivando persino a mettere in dubbio l’autonomia scolastica e degli organi che la governano'.'La destra mostra, ancora una volta, la sua vera faccia: retrograda e ipocrita - dichiara il segretario cittadino dei Giovani Democratici Giacomo Giusti - accusando tale progetto scolastico come uno strumento di “propaganda religiosa” e di “islamizzazione” e criticando il mancato coinvolgimento di un contraddittorio come se si potesse trasformare l’incontro scolastico, da un progetto formativo di conoscenza e di integrazione, in una tribuna politica. Parlare di religioni non significa fare propaganda, ma educare al rispetto, al pensiero critico e alla cittadinanza e significa ribadire un principio fondamentale, ossia che la scuola è autonoma - prosegue Giusti - l’autonomia scolastica non è
'Chi oggi contesta queste iniziative dimostra una visione impoverita dell’offerta culturale scolastica, ridotta a sospetto e semplificazione, una scuola laica è invece una scuola capace di mettere in dialogo esperienze diverse senza rinunciare al proprio ruolo educativo. Trasformare un percorso formativo serio in una polemica costruita di fretta non aiuta gli studenti e non rafforza la scuola - concludono Di Padova e Giusti - per questo difendiamo con convinzione una scuola laica, pluralista e autonoma, che formi cittadini consapevoli, non spettatori impauriti della realtà'.



