Il sindacato accoglie con favore l’aumento dei flussi, definendolo 'un risultato importante, frutto della programmazione politica regionale e comunale'. Rinaldi ricorda che Modena 'ha tutto per essere una destinazione attrattiva: architettura, storia, cibo d’eccellenza, Motor Valley', e sottolinea come la città benefici anche della 'vicinanza con Bologna, soprattutto nei periodi delle grandi fiere'.
Accanto all’entusiasmo per i numeri, però, la Uil evidenzia una contraddizione che considera ormai strutturale. 'Ci meraviglia che alcune associazioni imprenditoriali continuino a lamentare la difficoltà nel reperire lavoratrici e lavoratori, riducendo tutto a un problema di orientamento scolastico. È troppo facile', afferma Rinaldi. 'Il punto è chiedersi perché il gap tra domanda e offerta sia così ampio'.
Per il sindacato, la risposta è chiara: 'Se non si migliorano le condizioni di lavoro, di salario e di welfare, sarà sempre più difficile trovare persone disposte a lavorare nei ristoranti e negli alberghi della città'. Rinaldi ricorda che 'l’80% dei contratti attivati nel settore è a tempo determinato, a chiamata o in somministrazione, quindi povero', e denuncia che 'gli orari previsti dai Contratti collettivi nazionali spesso non vengono rispettati'.
Il coordinatore Uil ricostruisce anche il confronto con le associazioni datoriali: 'Abbiamo detto chiaramente che è arrivato il momento di rinnovare gli accordi provinciali di settore per aumentare la parte economica e introdurre strumenti di welfare adeguati. Ma, ad oggi, nessuno si è fatto vivo'.
La conclusione è un invito, ma anche un avvertimento: 'Con dignità salariale, opportunità di welfare e un equilibrio vita-lavoro adeguato, le lavoratrici e i lavoratori si trovano. Se Modena vuole diventare grande anche nel turismo, deve alzare l’asticella' - conclude Rinaldi



