
I sindacati
Nei loro interventi Cgil, Cisl e Uil si sono divisi sul Decreto Primo Maggio del Governo. Da una parte l'ok di Cisl e Uil, dall'altro il no della Cgil.'Qual è il messaggio forte che viene mandato oggi dal palco? Il messaggio forte è che il lavoro deve essere dignitoso, proprio il tema che abbiamo scelto, perché la dignità raccoglie tutto, buone retribuzioni, stabilità del lavoro e nello stesso tempo la sicurezza, quella che appunto a Modena vacilla. In 25 giorni abbiamo avuto tre morti e io penso che non sia possibile nel 2026 con le tecnologie che ci sono che si possa morire sul lavoro. È necessario quindi che in questo momento si rafforzi la contrattazione e la partecipazione anche alla luce dell'avvento dell'intelligenza artificiale che sta ridisegnando il mondo del lavoro'. Così il segretario della Cisl Emilia centrale, Rosamaria Papaleo.
'Quindi è necessario che ci sia contrattazione perché altrimenti l'innovazione diventa una dittatura dell'algoritmo. Partecipazione perché altrimenti l'innovazione diventa potere unilaterale e rappresentanza dei lavoratori perché i lavoratori ben rappresentati dai sindacati sono meno fragili. Il passaggio è quello di dover garantire un lavoro dignitoso, un lavoro che consenta ai lavoratori di avere diritti, di avere sicurezza sul posto di lavoro, di avere un lavoro non più precario ma stabile - ha sottoscritto la Uil -. In questo senso l'ultimo provvedimento del governo va in questa direzione e noi su questo siamo assolutamente soddisfatti.
'Il lavoro è dignitoso quando chi lavora dispone di un reddito sufficiente per mantenere se stesso, la sua famiglia, i suoi cari e diciamo anche che se si imbatte nella sfortuna di doversi curare possibilmente non deve spendere una fortuna. Il decreto primo maggio per noi è un decreto deludente. Abbiamo detto che oggi è la festa dei lavoratori ma quel decreto fa la festa dei lavoratori - ha detto il segretario Cgil Modena Alessandro De Nicola -. Innanzitutto non va bene il metodo. Noi ci siamo stancati di commentare dei decreti nei quali le parti sociali non vengono mai coinvolte e questo è un dato innegabile. Il dialogo, il confronto con le parti sociali rimane imprescindibile perché solo questo dialogo consente di realizzare la giustizia sociale. L'emergenza del Paese rimangono ancora i salari e le pensioni.


