Articoli Pressa Tube

Mezzetti: 'Modena, Primo maggio: oggi il lavoro è anche povero, insicuro, privo di diritti'

Mezzetti: 'Modena, Primo maggio: oggi il lavoro è anche povero, insicuro, privo di diritti'
Mezzetti: 'Modena, Primo maggio: oggi il lavoro è anche povero, insicuro, privo di diritti'

Nei loro interventi Cgil, Cisl e Uil si sono divisi sul Decreto Primo Maggio del Governo. Da una parte l'ok di Cisl e Uil, dall'altro il no della Cgil

Nei loro interventi Cgil, Cisl e Uil si sono divisi sul Decreto Primo Maggio del Governo. Da una parte l'ok di Cisl e Uil, dall'altro il no della Cgil


3 minuti di lettura

'Nella nostra Costituzione sono dieci gli articoli fondamentali che hanno al centro il Lavoro. Il lavoro dovrebbe essere un bene costituzionalmente garantito ma non è così. La Repubblica che italiane e italiani scelsero ottant'anni fa si fonda sul lavoro. Quella frase ha rivoluzionato la cittadinanza, non più sudditi ma artefici della costruzione del proprio destino'. Così il sindaco di Modena Massimo Mezzetti dal palco della festa del Primo maggio in piazza Grande. 'Il 1° maggio ci ricorda che anche nell'era dell'intelligenza artificiale il compito della Repubblica rimane intatto: rimuovere gli ostacoli economici e sociali che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Per questo festeggiare i lavoratori e le lavoratrici significa essere consapevoli che oggi il lavoro è anche povero, insicuro, privo di diritti. Come sempre sono stato in piazza alla manifestazione di CGIL, CISL e UIL. Ancora di più da sindaco è un dovere prestare attenzione ai rappresentanti dei lavoratori'.

I sindacati

Nei loro interventi Cgil, Cisl e Uil si sono divisi sul Decreto Primo Maggio del Governo. Da una parte l'ok di Cisl e Uil, dall'altro il no della Cgil.
'Qual è il messaggio forte che viene mandato oggi dal palco?
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
Il messaggio forte è che il lavoro deve essere dignitoso, proprio il tema che abbiamo scelto, perché la dignità raccoglie tutto, buone retribuzioni, stabilità del lavoro e nello stesso tempo la sicurezza, quella che appunto a Modena vacilla. In 25 giorni abbiamo avuto tre morti e io penso che non sia possibile nel 2026 con le tecnologie che ci sono che si possa morire sul lavoro. È necessario quindi che in questo momento si rafforzi la contrattazione e la partecipazione anche alla luce dell'avvento dell'intelligenza artificiale che sta ridisegnando il mondo del lavoro'. Così il segretario della Cisl Emilia centrale, Rosamaria Papaleo.
'Quindi è necessario che ci sia contrattazione perché altrimenti l'innovazione diventa una dittatura dell'algoritmo. Partecipazione perché altrimenti l'innovazione diventa potere unilaterale e rappresentanza dei lavoratori perché i lavoratori ben rappresentati dai sindacati sono meno fragili. Il passaggio è quello di dover garantire un lavoro dignitoso, un lavoro che consenta ai lavoratori di avere diritti, di avere sicurezza sul posto di lavoro, di avere un lavoro non più precario ma stabile - ha sottoscritto la Uil -. In questo senso l'ultimo provvedimento del governo va in questa direzione e noi su questo siamo assolutamente soddisfatti.
Non dobbiamo dimenticarci la sicurezza sul posto di lavoro e non dobbiamo dimenticarci che noi dobbiamo governare quando sta accadendo la tecnologia, l'intelligenza artificiale e dare possibilità ai benefici che ne derivano di poter ridistribuire questi utili a tutte le persone, a tutta la cittadinanza investendo in sicurezza, investendo in salute, investendo in diritti'.

'Il lavoro è dignitoso quando chi lavora dispone di un reddito sufficiente per mantenere se stesso, la sua famiglia, i suoi cari e diciamo anche che se si imbatte nella sfortuna di doversi curare possibilmente non deve spendere una fortuna. Il decreto primo maggio per noi è un decreto deludente. Abbiamo detto che oggi è la festa dei lavoratori ma quel decreto fa la festa dei lavoratori - ha detto il segretario Cgil Modena Alessandro De Nicola -. Innanzitutto non va bene il metodo. Noi ci siamo stancati di commentare dei decreti nei quali le parti sociali non vengono mai coinvolte e questo è un dato innegabile. Il dialogo, il confronto con le parti sociali rimane imprescindibile perché solo questo dialogo consente di realizzare la giustizia sociale. L'emergenza del Paese rimangono ancora i salari e le pensioni.
Questo Paese è l'unico Paese europeo dove il valore reale dei salari è diminuito negli ultimi 30 anni e dove i lavoratori e i pensionati hanno perso quasi il 10% del potere di acquisto. Quindi serve aumentare i salari serve aumentare le pensioni. Certamente bisogna farlo tramite i contratti nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative ma serve anche il maggiore coraggio nella politica fiscale perché è ripartita l'inflazione, sono ripartiti i costi energetici e non sembra che nei prossimi mesi questi aumenti rientreranno. Serviva più coraggio nel decreto, serviva inserire l'indicizzazione delle detrazioni e delle deduzioni rispetto agli scaglioni dell'inverso. Solo in questo modo avremmo potuto garantire più efficacemente il potere di acquisto di salari e pensioni'.
Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati