Il primo maggio è la Festa del Lavoro; si tratta di una ricorrenza internazionale celebrata in gran parte del mondo.
La festa nasce per commemorare le lotte sindacali per la riduzione della giornata lavorativa a 8 ore, di Chicago nel 1886.
Il primo maggio vuole anche ricordare la tragica rivolta di Haymarket sempre a Chicago, un raduno di lavoratori e attivisti anarchici che si tenne a sostegno dei lavoratori in sciopero. La manifestazione si concluse in tragedia: uno sconosciuto lanciò una bomba su un gruppo di agenti di polizia, uccidendone uno mentre sette agenti vennero uccisi da fuoco amico, insieme a molti civili. Il processo che ne seguì portò alla condanna a morte per impiccagione di otto lavoratori anarchici di origine tedesca, in seguito riconosciuti innocenti. Ufficializzata nel 1889 a Parigi, la data commemora i 'martiri di quella repressione, diventando un simbolo internazionale e rivendicazione dei diritti lavoratori'.
A causa delle guerre, il lavoro soffre enormi problemi e l'aumento dei prezzi dell'energia ha una ricaduta sul bilancio delle famiglie e delle aziende: il lavoro si intreccia sempre più con la pace e con la guerra. La guerra distrugge vite umane, annulla il benessere di interi Paesi anche se paradossalmente il lavoro è spesso al servizio di obiettivi bellici e investe ingenti risorse per le spese militari.
Il lavoro chiama alla pace e ricorda che la guerra è il più grande inganno.
La Costituzione italiana ripudia la guerra, pone il lavoro al centro dell'ordinamento, definendo l'Italia una 'Repubblica democratica fondata sul lavoro'.Il lavoro è inteso sia come diritto inalienabile sia come dovere civico per il progresso sociale. La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni, cura la formazione professionale dei lavoratori e promuove gli accordi internazionali.
Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia una esistenza dignitosa. La Costituzione concepisce il lavoro non solo come fonte di sussistenza, ma come strumento di realizzazione personale e partecipazione alla vita democratica.




