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Sisma in Emilia: 14 anni fa drammatiche le scosse del 29 maggio

Sisma in Emilia: 14 anni fa drammatiche le scosse del 29 maggio

La popolazione trascorse giorni interi tra paura, tende della Protezione Civile e continue scosse di assestamento


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Alle 9 del mattino del 29 maggio 2012, l’Emilia-Romagna ripiombò nell’incubo. Nove giorni dopo la prima devastante scossa del 20 maggio, la terra tornò a tremare con violenza nella Bassa modenese, colpendo territori già feriti e popolazioni che stavano tentando di rialzarsi.

La seconda grande scossa, di magnitudo 5.8, ebbe epicentro tra Mirandola, Medolla e San Felice sul Panaro. Fu avvertita in tutto il Nord Italia: da Bologna a Milano, da Verona fino alla Toscana. Molti ricordano ancora quel rumore cupo, il movimento improvviso dei pavimenti, le persone riversate in strada in pochi secondi.

Quella mattina, però, il terremoto colpì soprattutto il mondo del lavoro. Diverse aziende avevano riaperto dopo il sisma del 20 maggio per recuperare materiali, mettere in sicurezza gli stabilimenti o tentare di riprendere la produzione. Molti capannoni, già danneggiati, crollarono improvvisamente.

Le immagini della Bbg di Mirandola, della Meta di San Felice sul Panaro e della Haemotronics di Medolla divennero il simbolo della tragedia. Operai, tecnici e imprenditori persero la vita mentre cercavano di ricominciare.

Alla prima scossa delle 9 seguirono altre forti repliche: una alle 12:55 di magnitudo 5.5 e altre nel primo pomeriggio. La popolazione trascorse giorni interi tra paura, tende della Protezione Civile e continue scosse di assestamento.

Il bilancio complessivo del terremoto dell’Emilia fu pesantissimo: 28 vittime, centinaia di feriti, migliaia di sfollati e danni stimati in miliardi di euro. Chiese, campanili, centri storici e stabilimenti industriali subirono distruzioni enormi.

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