Con il romanzo L'isola del tesoro ebbe inizio il mito dei pirati e stimolato la fantasia e il senso d'avventura di milioni di giovani lettori. Pubblicato il 23 maggio 1883 dallo scrittore scozzese Robert Luis Stevenson, il libro narra le vicende del 14enne Jim Hawkins che rimane affascinato dalla figura di un vecchio marinaio, ospitato nella locanda di famiglia, e dall'alone di mistero che lo circonda.
Il ritrovamento di una mappa nel baule del marinaio, nel frattempo morto, porterà Jim ad avventurarsi tra luoghi esotici e feroci pirati.
Considerato un classico del romanzo di formazione, l'isola del tesoro, contribuì a delineare molti luoghi comuni sui pirati. Il libro è diventato una fonte inesauribile per la letteratura, il cinema e i fumetti: in Italia venne tratto, dalla Rai, uno sceneggiato televisivo, che presentava la sigla 'Quindici uomini sulla cassa del morto' ispirata a un canto piratesco presente nel romanzo.
L'isola del tesoro non è solo una storia di pirati, il suo insegnamento principale riguarda la crescita e l'ambiguità morale: Jim passa dall'essere un ragazzo inesperto a un giovane coraggioso e responsabile, imparando che il bene è il male non sono mai assoluti. Il vero tesoro non è l'oro in sé, ma il viaggio, il coraggio di affrontare l'ignoto e le emozioni che la vita riserva.
Non esistono eroi perfetti o malvagi assoluti; le persone sono guidate da una combinazione di egoismi, istinto di sopravvivenza, e a tratti lealtà e affetti.
Il finale dell'isola del Tesoro non offre una felicità assoluta, le esperienze vissute e la gestione della paura segnano profondamente Jim, simboleggiando il doloroso ma necessario passaggio dell'età.


