'Continuiamo a ricevere anche tante segnalazioni da cittadini, che ci inviano foto e video delle condizioni di lavoro riscontrate ad esempio in alcini cantieri all’aperto, quindi hanno metabolizzato l’importanza della Campagna che come UIL abbiamo lanciato, ovvero “Zero Morti sul Lavoro”. Nonostante il grande lavoro istituzionale che stiamo conducendo sul territorio attraverso protocolli ed accordi mirati, abbiamo constatato che c’e’ poca responsabilità da parte di coloro che materialmente dovrebbero tradurre quanto concordato; norme non rispettate, formazione non soddisfacente e pochi controlli rischiano di vanificare gli sforzi e gli intenti per ridurre una piaga che mina la vita degli addetti ai lavoro' - chiosa Roberto Rinaldi, coordinatore confederale Uil Modena.
'Le Associazioni datoriali di settore hanno grosse responsabilità, specie quando sui cantieri registriamo situazioni nelle quali i lavoratori non conoscono minimamente le regole basilari della sicurezza, in molti casi sono lavoratori stranieri che purtroppo non parlano la lingua italiana; ed allora ci chiediamo che fine hanno fatto gli impegni presi in sede Provinciale sull’avvio di corsi di italiano per stranieri, di formazione mirata svolta a monte dell’avvio dell’attività lavorativa? In qualche caso c’è sicuramente negligenza da parte di qualche lavoratore, ma se nel 70% delle realtà visitate ci sono violazioni delle norme di base, allora ci chiediamo se gli accordi sono solo operazioni di cipria oppure appartengono alla visione di qualità del lavoro che, come convenuto deve mettere la vita davanti al profitto' – continuano i sindacalisti.
'Una cosa è certa, che servono più controlli da parte degli organi predisposti, e se mancano le risorse umane in quanto il Governo è parzialmente assente, i Comuni scendano in campo e facciano la loro parte, utilizzando magari i poteri organizzativi che hanno in serbo; la formazione deve essere uno strumento di emancipazione morale sia per i datori di lavoro che per i lavoratori.



