L’assemblea, intitolata “Lavoro e Welfare di qualità: costruiamo insieme la società delle persone”, ha registrato 19 interventi da parte dei delegati, oltre ai contributi del coordinatore confederale UIL Modena Roberto Rinaldi e del segretario generale UIL Emilia-Romagna Marcello Borghetti, che ha chiuso i lavori.
Rinaldi: “Il Contratto sociale non è più rinviabile”
Nella sua relazione introduttiva, Rinaldi ha fatto il punto sulle principali criticità del territorio, ricordando le battaglie che la UIL sta portando avanti “per garantire stabilità alle persone e rivendicare un futuro migliore”. Ha richiamato in particolare le crisi che stanno mettendo in difficoltà il settore della moda, dell’automotive e della componentistica, oltre alle recenti tensioni nel biomedicale con l’apertura della vertenza Gambro Vantive, per la quale è previsto la prossima settimana il primo tavolo di crisi ministeriale.
La difesa del Made in Modena è stata al centro del suo intervento. Rinaldi ha sottolineato la necessità di stimolare la politica locale affinché dia prospettiva al Contratto sociale, proposto un anno fa unitariamente dalla Triplice in piena guerra dei dazi. “Se ad oggi aggiungiamo l’apertura di ulteriori scenari di guerra, risulta essere non più rinviabile”, ha dichiarato. Secondo il coordinatore, il Contratto sociale rappresenterebbe la declinazione strutturale degli impegni assunti nel patto regionale, con l’aggiunta di iniziative territoriali per difendere i posti di lavoro, garantire stabilità contrattuale, rafforzare legalità e sicurezza nei luoghi di lavoro e permettere a lavoratrici, lavoratori, studentesse e studenti di restare o tornare sul territorio modenese, sempre meno appetibile nel pubblico e nel privato a causa dell’alto costo della vita, in particolare degli affitti, e dei bassi salari.
Maserati, TPL e sanità: le priorità del territorio
Un passaggio significativo è stato dedicato alla situazione Maserati, per la quale “si intravede un po’ di luce nel tunnel”. Rinaldi ha poi affrontato il tema del Trasporto Pubblico Locale, che secondo la UIL necessita di forti investimenti strutturali per migliorare le condizioni dei lavoratori e la qualità del servizio.
Sul fronte sanitario, il coordinatore ha ribadito la necessità di tornare a un modello solido e riconoscibile: “La sanità torni ad essere quella che abbiamo conosciuto storicamente sul territorio, senza tentennamenti, ma con la consapevolezza che la riorganizzazione non deve indebolire le strutture”.
Logistica etica e rinnovo degli accordi provinciali
Rinaldi ha richiamato l’aumento dei contratti attivati nella logistica e nel terziario, ribadendo la necessità di avviare una discussione che porti anche a Modena una Carta della Logistica Etica, ricordando che Bologna fu precursore in questo percorso. L’obiettivo è stabilire principi di qualità e legalità in un contesto complesso ma in espansione.
Ha inoltre lanciato una proposta alle associazioni datoriali e alle altre sigle sindacali per il rinnovo degli accordi provinciali relativi ai settori della ristorazione, del ricettivo e del terziario, comparti in buona salute ma caratterizzati da salari insufficienti e contratti spesso discutibili. “Per la UIL la dignità va costruita insieme”, ha affermato.
In conclusione, Rinaldi ha affrontato il tema della sicurezza sul lavoro, da sempre cavallo di battaglia della UIL, proponendo una campagna informativa in tutti i luoghi
Borghetti: “Da Modena emerge il Paese reale”
Dopo gli interventi dei delegati — tra cui Riders, RSU della Gambro di Medolla e RSA di SETA — le conclusioni sono state affidate al segretario generale UIL Emilia-Romagna Marcello Borghetti. “Dall’assemblea congressuale di Modena emerge con grande chiarezza il racconto del Paese reale: quello dei giovani schiacciati da precarietà e bassi salari, delle donne che continuano a pagare il prezzo più alto delle diseguaglianze, delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati che vedono erodersi il proprio potere d’acquisto”, ha dichiarato.
Borghetti ha ribadito che la UIL continuerà a portare avanti con determinazione le proprie battaglie per la difesa dei redditi, la qualità del lavoro, il rilancio della contrattazione e la tutela delle pensioni e dello Stato sociale. Ha ricordato che anche in Emilia-Romagna non mancano segnali di preoccupazione: la crisi di parti importanti della manifattura, l’aumento della cassa integrazione e le difficoltà della sanità pubblica dimostrano la necessità di una nuova stagione di politiche industriali e di attenzione alla qualità dell’occupazione.
Per questo la UIL chiede che il confronto regionale porti alla costruzione di un vero Patto per il lavoro di qualità, capace di rimettere al centro buona occupazione, legalità, salari e diritti. Borghetti ha concluso sottolineando l’impegno del sindacato nella difesa della sanità pubblica regionale e del fondo per la non autosufficienza: “La riorganizzazione del sistema sanitario deve avvenire attraverso il confronto con le parti sociali e deve valorizzare sia i bisogni dei cittadini sia il lavoro delle professioniste e dei professionisti della sanità. Per noi della UIL, l’appropriatezza delle cure non può essere ridotta a meccanismi che incentivano a prescrivere meno prestazioni, ma deve garantire risposte efficaci a una sanità pubblica universale davvero vicina alle persone”.




