Subito dopo l’aggressione in centro a Modena, Signorelli diventa il volto dell’intervento decisivo contro Samin El Koudri. Il suo 'L'Italia non è morta' ha un sapore identitario, di italianità che piace soprattutto a destra che non a caso fa propria quella frase, rilanciata da Forza Nuova in voce e sugli striscioni e, a ruota, da Fratelli d’Italia, Vannacci e gruppi della destra che oggi manifesteno in largo Garibaldi.
Da sinistra si rimprovera Giorgia Meloni di averlo ringraziato “in quanto italiano”, oscurando volontariamente – secondo i detrattori – i due cittadini egiziani e l’altro straniero intervenuti con lui e in suo supporto. Poco importa che non potesse essere altro che così visto che Signorelli era l'unico dei 4 presenti nell'unico luogo, l'ospedale di Baggiovara, della visita modenese della presidente del Consiglio..
Signorelli, nei comizi di sinistra, vale solo se citato insieme agli altri stranieri che con il volto di padre e figlio egiziani, prendono la scena in piazza Grande, nell'evento del Comune dove anche dal palco gli amministratori attaccano direttamente gli esponenti di centro destra che, secondo loro, hanno dato un connotato ideologico e religioso all'attentato. Piccola scivolata che il sindaco recupera abilmente il giorno dopo quando in consiglio comunale, nel giorno dell'intervento e della presenza conciliante del ministro Tajani che incontra tutti i 4 che sono intervenuti, ringrazia le forze di opposizione a Modena per l'equilibrio delle posizioni tenute.
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La svolta arriva quando Signorelli, su La7, dice chiaramente che non ha sentito frasi da El Koudri, nel momento in cui è stato braccato, riconducibili al fondamentalismo islamico, ma solo urla sconnesse, urlate. Dimostrazione, dal suo punto di vista, che il fondamentalismo a cui richiamano Salvini e Vannacci, non è vero, non esiste. Musica per le orecchie della sinistra.
Quella frase – che non è una perizia, non è un atto d’indagine, ma una testimonianza personale – diventa per la sinistra la prova definitiva del fatto che non solo la destra sta “strumentalizzando” l’episodio, ma anche della non esistenza di una sfondo ideologico e religioso, anche personale, da parte del criminale e nel suo gesto.
E così Signorelli, fino al giorno prima “troppo italiano” per essere celebrato, diventa l’eroe perfetto, l’uomo che “smentisce la propaganda di destra'.
Da quel momento, la sinistra lo adotta. Le sue foto e le sue parole fioriscono o rifioriscono sui social di partito e di diversi esponenti anche nazionale. Anche senza stranieri a corollario. Ora poco importa che passino in secondo piano rispetto a lui, Il meccanismo è identico a quello utilizzato dalla destra, solo ribaltato. Signorelli depositario di verità, soprattutto quella che esclude una matrice ideologica e legata all'Islam. E poco importa che la Procura e gli inquirenti non abbiano escluso del tutto la pista del fanatismo religioso.
Ma questo dettaglio, per la politica, è irrilevante: ciò che conta è il simbolo, non la complessità. Esattamente il contrario dell'approccio richiamato dal sindaco.
Luca Signorelli non è più un uomo che ha rischiato la vita, ma un oggetto narrativo da tirare per la giacchetta a seconda della propria convenienza politica.
Il resto è teatro. E oggi, a Modena, andrà in scena l’ennesima replica.
Gi.Ga.


