Sabato sera Confcommercio Modena ha fatto sedere oltre trecento persone a cena in piazza Roma. A quattro ore dalla strage in via Emilia centro. A poche centinaia di metri dal punto in cui un’auto ha travolto i passanti, lasciando diverse persone in condizioni gravissime.
La parte degli spettacoli è stata annullata. Ma la cena no. E già questo basterebbe per aprire una discussione pubblica seria. Invece quasi nulla. Poche righe, poca politica, pochissimo dibattito. Come se la città ufficiale avesse deciso che quella serata andava accompagnata fuori scena senza fare rumore.
Il sindaco Massimo Mezzetti e la sua giunta non si sono presentati. Non è un dettaglio: è un fatto politico molto forte. Hanno anche provato a dissuadere Confcommercio, a convincere il direttore Alberto Crepaldi, pare. Ma il fatto che nessuno dell’Amministrazione fosse seduto a quella tavola è un messaggio molto chiaro: in quel momento il Comune non voleva stare lì.
Confcommercio invece ha deciso di restare. E poi ha rivendicato la scelta su Facebook, con tanto di fotografie: “In una serata drammaticamente buia, abbiamo deciso, con profondo rispetto verso il dolore e la sofferenza provocati da un gesto folle, di far prevalere la luce della vita e la speranza della solidarietà”.
Così ha scritto l’associazione. Non è una spiegazione asciutta o una presa d’atto di una decisione difficile: è una rivendicazione.
Ed è qui che la questione si fa più pesante. Perché una cosa è dire: l’evento era già organizzato, c’erano fornitori, ristoratori, tavoli, prenotazioni, l’abbiamo fatta in silenzio. Altra cosa è presentare quella cena come una risposta morale alla tragedia. Il problema non era salvare la cena né – peggio – il bilancio della cena: i costi si potevano riconoscere ugualmente e sarebbero stati gli stessi. Qui s’è trasformato tutto in una tavolata, nel pubblicare le foto e nel metterci sopra l’hashtag #modenanonhapaura. Mentre Modena paura ce l’aveva, e tanta. Può andar bene oggi, a distanza di una settimana. Ma non di certo la sera stessa della strage.
La domanda allora non riguarda solo Confcommercio. Riguarda il sistema Modena. Perché la notizia non è diventata un caso? Perché nessun grande dibattito politico? Perché quasi nessuno ha chiesto conto di quella scelta ai vertici dell’associazione?
La risposta è scomoda, ma è davanti agli occhi di tutti. Confcommercio a Modena gioca su tutti i tavoli: forse è l’unica a poterlo fare così bene.
Se al posto di Confcommercio ci fosse stata un’associazione meno inserita, meno protetta, meno utile agli equilibri cittadini, sarebbe finita diversamente? Non possiamo dirlo con certezza. Ma di certo oggi è finita così.
Eli Gold


