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Carcere di Modena, visita dei rappresentanti UIL Polizia Penitenziaria: 'Situazione non più sostenibile'

Carcere di Modena, visita dei rappresentanti UIL Polizia Penitenziaria: 'Situazione non più sostenibile'

Carenza di organici e sovraffollamento: 'Compromessa la dignità e la funzione della detenzione'


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Sono 528 i detenuti presenti stipati in 371 posti disponibili e gestiti da solo 210 agenti di polizia penitenziaria, quando ne sarebbero necessari almeno 300. Numeri, quelli forniti da Roberto Rinaldi, segretario provinciale UIL, che fondano in maniera evidente l'allarme destato sulle condizioni detentive e operative della casa circondariale di Modena. Condizioni verificate oggi nel corso della visita istituzionale presso la Casa Circondariale di Modena, da parte dei rappresentanti locali e nazionali della UIL FP Polizia Penitenziaria. Lo scopo, verificare direttamente le condizioni di lavoro del personale di Polizia Penitenziaria e la situazione detentiva dell'istituto.

'Una situazione critica - quella denunciata dai delegati all'uscita dal carcere, al termine della visita, e che si ripercuote pesantemente sui carichi di lavoro della Polizia penitenziaria, sottoposta a turnazioni di servizio che si protraggono anche per 12 ore continuative e, naturalmente si riflette sui livelli di sicurezza'. E qui l'affondo: 'Sembra che i 9 morti a seguito della rivolta del marzo 2020 non abbiano insegnato niente'. Criticità che coinvolgono anche altri aspetti: 'Rispetto lla salubrità degli ambienti e dei luoghi di lavoro la struttura lascia molto a desiderare e risente di pesante carenza di manutenzione. Sui luoghi di lavoro persino i servizi igienici talvolta risultano non utilizzabili.
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Servono urgenti interventi per potenziare gli organici del personale, deflazionare le presenze selettive, ammodernare e manutenere l'edificio e riorganizzare il sistema' - rilancia Roberto Rinaldi.

Alla delegazione sindacale hanno partecipato oltre ai rappresentanti locali e regionali della UIL anche il Segretario Generale della Uil FP Polizia Penitenziaria, Gennarino De Fazio e il Segretario Nazionale Domenico Maldarizzi.

Nel corso della visita è stato confermato un contesto particolarmente critico dovuto al combinato disposto di due fattori: una grave carenza di personale che costringe gli appartenenti al Corpo a sostenere carichi di lavoro sempre più gravosi e a effettuare un elevato numero di ore di straordinario. Una carenza di personale i cui effetti negativi sono amplificati dal sovraffollamento del carcere.

'La situazione della Casa Circondariale di Modena rappresenta in maniera emblematica le difficoltà che stanno attraversando gli istituti penitenziari italiani', -dichiara il Segretario Nazionale della UIL FP Polizia Penitenziaria, Domenico Maldarizzi. 'Parliamo di condizioni che non sono più sostenibili né per le persone detenute né per il personale di Polizia Penitenziaria.
Da una parte vi è un sovraffollamento che compromette la dignità della detenzione e alimenta tensioni e disagio; dall'altra vi sono lavoratrici e lavoratori costretti quotidianamente a operare in condizioni di forte pressione, con organici insufficienti e con responsabilità sempre maggiori'.

'La Polizia Penitenziaria garantisce ogni giorno sicurezza, legalità e tutela dei diritti all'interno degli istituti penitenziari, ma non può continuare a farlo senza adeguate risorse umane e strutturali. È necessario un intervento urgente dell'Amministrazione e della politica affinché vengano rafforzati gli organici e create condizioni di lavoro dignitose e sicure», prosegue Maldarizzi.
Il Segretario Nazionale richiama inoltre i principi costituzionali che regolano l'esecuzione della pena: 'L'articolo 27 della Costituzione stabilisce che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. Questo principio non può restare una semplice enunciazione. Un carcere sovraffollato, privo di sufficienti opportunità trattamentali e formative, rischia di trasformarsi in un luogo di mera custodia. Quando una persona esce dal carcere senza aver compiuto un reale percorso di crescita e senza strumenti per reinserirsi nella società, il fallimento non riguarda soltanto il singolo individuo ma l'intero sistema'.
'La visita del 17 giugno è servita ad ascoltare il personale, verificare le criticità esistenti e avanzare proposte concrete affinché siano garantite sicurezza, dignità del lavoro e rispetto dei principi costituzionali che devono guidare l'esecuzione penale nel nostro Paese', conclude Maldarizzi.

Nella foto, la delegazione UIL all'uscita dal carcere di Modena, al
termine della visita

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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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