E' come in un film surreale 'L’ombrello della fede', dove la scena principale è semplice: piove, ma non acqua, ma... 'conseguenze'. E mentre tutto si sporca, la madre cristiana apre l’ombrello, badate, signori miei: non per fermare la pioggia, ma per non... bagnarsi. Sotto, ben piegata in tasca, la coscienza: 'Risoluzione ONU – astenuta', una parola elegante per dire: 'non c’ero', una formula diplomatica per restare puliti mentre gli altri si sporcano. Poi, improvvisamente, l’indignazione, sacra, solenne, a reti unificate, non per un genocidio: ma per una porta chiusa, per una messa interrotta. Pierbattista Pizzaballa guarda, non parla, perché certe contraddizioni non hanno bisogno di commenti, ma di memoria. Nel frattempo, fuori campo, Bibi Netanyahu continua, senza ombrello, senza bisogno di parole: perché quando qualcuno ti copre, non serve neanche giustificarsi. Morale: non c'è niente di nuovo sotto la pioggia e la fede, a quanto pare, è come l’ombrello; si apre quando conviene e si chiude quando comincia a 'piovere' davvero. Amen.
Paride Puglia

