Per il vecchio vignettaro berlingueriano, il 25 aprile era semplice: ricordarsi da cosa ci siamo liberati. Punto. Oggi invece è un corteo dove ognuno porta il suo conflitto: purché sia più nuovo, più spendibile, più urlabile. La Liberazione? Be', la Liberazione è lì, parcheggiata tra una bandiera e l’altra, come uno slogan fuori produzione: troppo scomoda, troppo complessa, troppo poco utile per le tifoserie. Ci hanno liberati, certo: così bene che non abbiamo mai smesso di ringraziarli! E mentre tutti scelgono da che parte stare, resta una domanda fuori dal corteo: non dove stiamo, ma se sappiamo ancora perché. Resistenza, sempre.
Paride Puglia


