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Due cortei divisi, uniti da Bella Ciao

Due cortei divisi, uniti da Bella Ciao

A Modena la manifestazione della Consulta Popolare fa il controcanto a quella istituzionale, ma alla fine cantano insieme Bella Ciao


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Le note di Bella Ciao hanno aperto e chiuso il corteo e il comizio istituzionale del 25 aprile, in Piazza Grande a Modena accompagnando una celebrazione che quest’anno ha mostrato con ancora maggiore evidenza rispetto agli scorsi la distanza tra la manifestazione ufficiale e quella antagonista della sinistra comunista che sotto la sigla della Consulta Popolare ha unito Carc, partito Comunista Rivoluzionario, Fronte Gioventù Comunista e Giovani modenesi per la Palestina. Una distanza resa evidente dalla presenza di due cortei distinti e da tre momenti paralleli, in piazza, sul palco e davanti al sacrario ai caduti. Simboli di tre approcci differenti, di vivere ed intendere il 25 aprile. Anche se accomunati dalla celebrazione della resistenza partigiana e la liberazione ma con due visioni diverse rispetto all'accettazione dell'assetto istituzionale e globale affermatosi nel dopoguerra. Con un un riferimento critico ed esplicito, dal corteo della Consulta Popolare, a Stati Uniti e Italia. Due cortei paralleli, quello istituzionale e quello della Consulta Popolare che non si sono mai incontrati.

 

Il corteo istituzionale è partito dal Duomo, dopo la messa, ha percorso via Emilia Centro e ha raggiunto Piazza Grande, dopo la tradizionale sosta al sacrario della Ghirlandina.
Parallelamente, la Consulta Popolare è partita da piazza Matteotti, percorrendo lo stesso tragitto ma a distanza, quasi a rimarcare fisicamente quella politica e ideale rispetto a quella ufficiale.
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I due cortei convergono in piazza Grande ma due accessi diversi. Presenti circa 2000 persone in totale. Il sindaco prende la parola ma dopo pochi minuti la sua voce rimbalza, sul lato opposto della piazza, su quella che proviene dai megafoni dei manifestanti della consulta popolare dove sventolano le bandiere della Palestina e del fronte comunista rivoluzionario. Soprattutto contro l'imperialismo, Israele, Stati Uniti e, in parte il governo Meloni. Dalla manifestazione istituzionale si stacca un gruppetto di persone per richiamare i manifestanti della Consulta ad abbassare i toni. Qualcuno i toni li alza: Un anziano si avvicina ad un giovane attivista e lo accusa, insieme agli altri, di non avere capito e di essere loro i fascisti che criticano una manifestazione anti-fascista. 'E' lei che non ha capito' - risponde il ragazzo. 'Questo è il vero 25 aprile non l'altro' - sottolinea un altro manifestante. Il sindaco non da segno di essere disturbato dall'eco di quelle voci e continua. 'Il 25 aprile non è solo memoria. È impegno. La Costituzione non è un testo da conservare in una teca: è una guida.
E il voto non è soltanto un diritto: è una responsabilità'.

 

Nel finale il sindaco richiama tre concetti chiave: 'Impegno, responsabilità, diritti: Se sapremo tenere insieme questi tre elementi, saremo all’altezza della nostra storia e di chi ha combattuto, e anche perso la vita, perché quella storia potesse diventare la nostra Repubblica. La nostra storia non ci chiede eroismo, ma coerenza. Non ci chiede nostalgia, ma responsabilità verso il futuro.”
Poi un passaggio sui giovani e sul distacco generazionale che per altro è evidente nella piazza. Pochi alla cerimonia istituzionale, tantissimi, anzi quasi la totalità anche se in numero assoluto minore, nella manifestazione della Consulta Popolare. “Non possiamo lamentarci se non ricordano, se siamo noi per primi a sospendere i nostri ricordi.” - afferma Mezzetti. “Ricordare è un dovere civile. Dobbiamo riconoscere il male nelle sue forme più estreme, ma anche quando si ripresenta in forme nuove, subdole, apparentemente innocue.”. La cerimonia prosegue e si conclude con gli interventi del filosofo Cangitano e con il rappresentante delle associazioni partigiane. Attacca di nuovo Bella Ciao e il canto si fa corale.
Autorità dal palco insieme alla piazza che intorno alle 12,10 scema lasciando spazio alla manifestazione della Consulta Popolare che ripercorre i passaggi di quella istituzionale, dal palco di piazza Grande e davanti al Sacrario della Ghirlandina, in piazza Torre. Inneggiando alla resistenza, alla meglio gioventù e anche qui, intonando Bella Ciao. Dalle voci, dalle trombe e dai rullanti dei ragazzi del liceo musicale Sigonio. L'atmosfera, a tratti di contrapposizione ma mai tesa, torna tranquilla. Del resto è ora di pranzo. Tutti a pranzo, anche su una panchina o al parco. Il clima aiuta.

Gi.Ga.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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