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La lezione del 25 aprile: 'Contro la dittatura non è mai detta l'ultima parola'

La lezione del 25 aprile: 'Contro la dittatura non è mai detta l'ultima parola'

La filosofa Maura Gancitano, il 25 aprile sul palco di piazza Grande, oggi ha partecipato in collegamento video alla presentazione degli eventi legati alla festa della Liberazione. Dal 15 aprile al 2 giugno passando per le due giornate clou del 22 e del 25 aprile


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Libretti e locandine con il programma delle iniziative accompagnate da foto storiche che dal bianco e nero hanno acquistato colore, il colore della libertà. Presentate oggi in Municipio a Modena alla presenza del sindaco Massimo Mezzetti, del presidente provinciale Anpi Vanni Bulgarelli, del coordinatore territoriale Legacoop Estense Marcello Cappi, dell’attrice e drammaturga Donatella Allegro, e della filosofa e curatrice culturale Maura Gancitano, in collegamento video. Parole, le loro, per fare da cornice al calendario pieno di eventi che dal 15 aprile al 15 maggio e da qui fino al 2 giugno, festa della Repubblica. Iniziative che anticiperanno, accompagneranno e seguiranno la festa del 25 aprile, come sempre a Modena anticipata dalle celebrazioni del 22 aprile, data in cui Modena fu liberata.

Il sindaco Massimo Mezzetti ha sottolineato che sarà “un mese di iniziative in cui tanti linguaggi e tante espressioni artistiche porteranno all’attenzione la memoria di quei giorni e di quegli anni, una memoria che ci parla ancora oggi”. Per Mezzetti, la varietà delle forme espressive scelte non è casuale: “Questa pluralità è la metafora della libertà, della liberazione. Se oggi possiamo esprimerci in tanti modi e farlo liberamente, lo dobbiamo al sacrificio di quelli che si batterono e morirono per darci questa libertà”.
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Da qui l’invito a incidere sempre più profondamente la data del 25 aprile nel calendario civile e nel pensiero quotidiano, ricordando che la Liberazione è un punto fondamentale della nostra storia, ma inserito in un prima e un dopo che meritano di essere compresi.

A raccontare il cuore del progetto teatrale che accompagnerà le celebrazioni è stata l’attrice e drammaturga Donatella Allegro, che ha lavorato su ore di interviste e centinaia di pagine di testimonianze. Nel materiale raccolto, ha spiegato, “troviamo la resistenza silenziosa durante i vent’anni fascisti, in altri casi l’adesione al fascismo, più o meno consapevole. Troviamo forme di fuga, di nascondimento, di partecipazione, troviamo la guerra, troviamo ovviamente la liberazione e troviamo anche un po’ i primi racconti di quella ricostruzione, di quella costruzione di un’Italia, di una Modena nuove”. Il lavoro di sintesi è stato complesso: “Ogni parola che si taglia è un dolore”, ha ammesso, ma l’obiettivo è permettere al pubblico di seguire un filo narrativo che possa poi essere approfondito. Lo spettacolo, “molto di parola”, vedrà in scena Allegro insieme all’attore Simone Francia e al musicista Daniele Brancini, il 19 aprile al Teatro delle Passioni e il 21 aprile all’Università di Modena, grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali.
“Spero che questa straordinaria opportunità di raccontare queste storie anche a persone più giovani e a studenti sia un buon seme”, ha aggiunto, ricordando che il progetto è stato possibile grazie a un lavoro collettivo e alla fiducia dei partner coinvolti.

A portare la riflessione sul piano più ampio del presente è stata la filosofa Maura Gancitano, che ha insistito sul valore attuale della memoria resistenziale. Oggi, ha osservato, molti – soprattutto i più giovani, ma non solo – vivono “la sensazione di linee invalicabili, quindi del senso di impotenza”, una difficoltà a immaginare e costruire un futuro migliore, simile a quel modello di società partecipativa e cooperativa da cui nacque la Costituente. “Abbiamo la difficoltà di immaginare il potere di costruzione e di immaginazione del reale”, ha detto, sottolineando però di essere “profondamente convinta che questo potere derivi dalla collettività”. Il problema è che oggi “credere a questo potere collettivo è molto difficile: c’è il senso di sfiducia, c’è la paura di fallire, c’è la paura di fidarsi delle altre persone”.
Per questo, secondo Gancitano, la memoria della Liberazione non è affatto un esercizio nostalgico: “Non è una memoria polverosa, non è una memoria che ha a che fare con qualcosa che è soltanto passato. Anzi, ci parla di quello che può essere il nostro presente e di conseguenza del nostro futuro, e può aiutarci moltissimo a superare questo senso di disorientamento”.

Il programma delle iniziative
L’avvio degli appuntamenti per l’81° della Festa della Liberazione - mercoledì 15 aprile - si colloca già nel segno della narrazione e della memoria, con due appuntamenti paralleli che intrecciano storie individuali e grandi processi storici. Alle 17.30, alla Casa delle Donne di strada Vaciglio 6, Vittorina Maestroni dialoga con Federica Seneghini attorno al romanzo “Grazia”, ricostruendo la vicenda di Grazia Barcellona, pioniera del pattinaggio, in un percorso che attraversa il fascismo, la guerra e la ricostruzione fino al sogno olimpico. Alle 17.45, alla biblioteca Giardino (via Curie 22/a), Stefano Lugli presenta “Il tabacco nel latte”, riportando alla luce una storia dimenticata di coraggio tra Monte Sole e San Prospero, in dialogo con la direttrice dell’Istituto Storico Metella Montanari.

Il programma prosegue nei giorni successivi mantenendo questa tensione tra memoria privata e storia collettiva. Sabato 18 aprile alle 18 doppio appuntamento: alla libreria Ubik si presenta “La soffitta” di Alessandra Mantovani, alla libreria Coop il volume di Fabio Montella, “Donne invisibili. La Resistenza femminile nella Bassa modenese”. Domenica 19 aprile alle 19 il Teatro delle Passioni ospita “I cocci del mio cuore”, uno degli appuntamenti più intensi dell’intero calendario. Lo spettacolo, scritto e interpretato da Donatella Allegro con Simone Francia e accompagnato dalle musiche di Daniele Branchini, nasce dalle testimonianze raccolte tra i cittadini modenesi in occasione dell’ottantesimo anniversario della Liberazione: frammenti di vita, ricordi familiari, voci che emergono dai cassetti della memoria per ricomporsi in una drammaturgia corale fatta di paura, coraggio, perdita e rinascita. Uno spettacolo teatrale, ma anche un atto di restituzione collettiva, che trova continuità anche nella matinée del 21 aprile dedicato agli studenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
La dimensione della memoria femminile attraversa diversi appuntamenti, come l’incontro del 29 aprile alla Casa delle Donne (ore 18) dedicato a “La democrazia delle donne” di Laura Orlandini, che ricostruisce il ruolo dei Gruppi di Difesa della Donna nella costruzione della Repubblica. In questo percorso si inserisce anche la presentazione del romanzo “Quando i fiori avranno tempo per me” di Sara Gambazza, martedì 21 aprile alle 17.45 alla biblioteca Rotonda (via Casalegno 42), che racconta una storia di resistenza quotidiana e sopravvivenza nella violenza del primo dopoguerra.

Svariate iniziative coinvolgono le giovani generazioni. Giovedì 23 aprile alle 16.30, nella sala del Consiglio comunale, gli studenti del liceo A. Tassoni presentano “Immagini di città”, una mappa urbana ideale costruita attraverso un laboratorio su spazi pubblici e memoria, mentre nello stesso giorno, dalle 18 a mezzanotte, la Tenda di viale Monte Kosica ospita la “Festa Resistente”, tra musica dal vivo, concerti e nuove espressioni artistiche. Sempre il 23 aprile alle 21, la Sala Truffaut propone la proiezione del film “I nostri anni” di Daniele Gaglianone, con il regista presente in sala per un dialogo con il pubblico.

Il 24 aprile, alla vigilia della festa nazionale, la città si lascia attraversare da un trekking urbano serale che ricostruisce il passaggio dalla Resistenza alla democrazia, tra immagini d’epoca e testimonianze orali, a cura dell’Istituto Storico. Partenza da piazza Roma alle 20.30.

Sabato 25 aprile, Modena vive il momento più solenne e partecipato. Dalla messa in Duomo al corteo accompagnato dalla banda cittadina “A. Ferri”, fino agli interventi in Piazza Grande, alle 11.15, del sindaco Massimo Mezzetti, del presidente nazionale della FIAP (Federazione Italiana Associazioni Partigiane) Luca Aniasi e di Maura Gancitano, filosofa, autrice e curatrice culturale, ospite speciale per l’occasione, la città rinnova il proprio patto con la memoria. Nel pomeriggio, alle 16, la musica torna protagonista con il concerto della banda cittadina, mentre lo sport si affianca alla commemorazione con la 20ª edizione della “Camminata della Libertà” (con ritrovo alle 7.30 alla polisportiva Madonnina) e il 47° Trofeo Liberazione di atletica leggera al campo scuola di via Piazza 70, a partire dalle 14.
Domenica 26 aprile la dimensione comunitaria si amplia ulteriormente: alle 10.30 gli scout Agesci animano piazza Matteotti con un flash mob dedicato alla costruzione della pace, mentre dalle 15.30 il parco della Resistenza ospita una festa popolare tra musica, giochi e interventi istituzionali. In parallelo, la polisportiva Sacca accoglie il tradizionale Pranzo della Resistenza, rafforzando il legame tra memoria e convivialità.

Tra gli elementi più originali del programma si distingue la rassegna “Fra Resistenza e Liberazione” al Parco Amendola, che dal 19 aprile al 1° maggio propone incontri, concerti, dibattiti e attività partecipative, spaziando dal racconto della famiglia Cervi alle riflessioni contemporanee su Palestina, Iran e Kurdistan, fino a momenti di festa e socialità.
Il calendario si estende poi fino a metà maggio. A tenere insieme questo lungo percorso è anche un lavoro profondo sulla memoria orale e sulla trasmissione alle nuove generazioni. Il progetto “Modena da 80 anni libera” raccoglie le testimonianze dei cittadini, trasformandole nel podcast “È ancora primavera – Voci dalla Liberazione di Modena”, un archivio vivo di racconti che attraversano famiglie, quartieri e storie individuali. Accanto a questo, i laboratori didattici nelle scuole coinvolgono studenti e studentesse in un processo attivo di ricerca e narrazione, rendendoli protagonisti di una memoria che non è mai statica, ma continuamente rielaborata.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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