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Scabbia, a Modena boom di casi: 1.170 in un anno

Scabbia, a Modena boom di casi: 1.170 in un anno

Dal bilancio dell'Azienda Sanitaria emerge un aumento del 54% rispetto all'anno precedente. Piano per il contrasto, comprendente anche informazioni in lingue diverse per raggiungere sempre più stranieri fragili


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L’aumento è evidente e repentino: nel 2025 in provincia di Modena sono stati registrati 1.170 casi di scabbia, contro i 758 dell’anno precedente. Un balzo del 54%, che ha costretto l’Ausl ad uno sforzo importante sotto il profilo delle risorse umane ed economiche che nel 2025 ha fatto il paio con uno sforzo eccezionale per il contrasto alle infezioni derivanti da puntura di zanzare.
I dati emergono dai documenti che accompagnano il bilancio Ausl approvato nei giorni scorsi.

La prima linea d’intervento è stata quella dell’accesso ai farmaci. Per tutto il 2025 il Servizio Igiene Pubblica ha garantito la consegna diretta e gratuita dei trattamenti, migliorando nel frattempo i sistemi di registrazione e uniformando le prescrizioni. Il dato più significativo riguarda la quantità di farmaci distribuiti: 5.134 compresse di ivermectina e 4.449 tubi di permetrina al 5%, per un totale di oltre 9.500 trattamenti. Parallelamente, il materiale informativo è stato aggiornato e tradotto, con l’obiettivo di raggiungere anche le comunità linguisticamente più fragili.

Sul fronte professionale, il 18 novembre 2025 si è svolto un incontro formativo che ha riunito referenti regionali per le malattie infettive, dermatologi ospedalieri e territoriali, personale del SIP, pediatri di comunità e medici del lavoro.
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Circa quaranta operatori hanno partecipato a una giornata di aggiornamento che ha portato alla definizione di un documento condiviso sulle tempistiche di rientro in collettività, soprattutto nelle scuole, differenziate in base alla tipologia di struttura frequentata.

Un altro tassello fondamentale è stato introdotto a settembre 2025, quando è stato attivato un percorso di visita di controllo post-trattamento per attestare la guarigione dei casi accertati. Il progetto, sviluppato in collaborazione tra il SIP e la Dermatologia del Policlinico, ha permesso in soli tre mesi di effettuare 156 visite, con l’obiettivo di individuare tempestivamente le mancate guarigioni, ridurre i ritardi diagnostici nei casi secondari, limitare la trasmissione in contesti comunitari e facilitare il rientro a scuola o al lavoro. La presa in carico riguarda al momento i residenti dell’Area Centro, ma rappresenta un modello di rete diagnostico-terapeutica che coinvolge specialisti pubblici e privati.

Resta aperta la domanda più complessa: perché i casi continuano a crescere? Le ipotesi spaziano da una maggiore capacità diagnostica all’aumento dei contatti in comunità scolastiche e lavorative, fino alle condizioni abitative più precarie di alcune fasce della popolazione.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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