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Alla stazione ecologica per 'caricare' ferro, casi in aumento: ‘Sembrano intoccabili, ho scritto a Hera'

Alla stazione ecologica per 'caricare' ferro, casi in aumento: ‘Sembrano intoccabili, ho scritto a Hera'

Persone su autocarri o furgoni privati che sostano, caricano ferro e ingombranti sotto gli occhi di telecamere e operatori. Cittadini indignati: 'Chi ne risponde?'


3 minuti di lettura

L’ultima segnalazione di un utente tra l’esterrefatto e l’indignato di fronte alla scena di persone che giunte a bordo di un autocarro, anziché scaricare rifiuti speciali all’interno dell’isola ecologica, li caricavano indisturbati, dovrebbe essere arrivata anche a Hera. L’ultima, forse, di una serie, non sappiamo se tale a Hera, ma sicuramente nella nostra redazione.
Che raccontano tutte più o meno la stessa scena: autocarri o furgoni che entrano nelle stazioni ecologiche cittadine nei normali orari di apertura non solo per scaricare rifiuti, ma per caricarli. In particolare materiale ferroso, o apparecchiature elettroniche e altri oggetti che all’interno dell’isola ecologica dovrebbero essere conferiti non certo prelevati. E il tutto alla luce del sole, sotto l'occhio delle telecamere e di fatto degli operatori.

Alcune segnalazioni erano giunte già nei mesi scorsi ed erano relative alla presenza di persone a bordo di furgoni che dopo essere entrati non si limitavano a scaricare, ma sostavano all'interno a lungo, con i portelloni dei furgoni aperti, nel tentativo di recuperare materiali o oggetti. Casi segnalati in via Divisione Acqui, così come in zona Rotonda, e nel punto di via Germania. Alcuni agiscono prelevando direttamente ferro dai cassoni o in alcuni casi chiedendo agli utenti privati di dare a loro, anziché gettare nei contenitori e nelle aree apposite.
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materiale giudicato interessante. Soprattutto elettronico, contenente cavi. E, ciò che più stupisce, dimostrando di non temere la vista del personale della stazione ecologica. Interpellati anche da alcuni utenti, gli stessi avrebbero affermato di essere stati aggrediti verbalmente e non solo. In sostanza, anche gli operatori avrebbero timore di eventuali reazioni di queste persone che, nei mesi, hanno continuato ed evidentemente continuano ad agire senza conseguenze nei loro confronti.

Nelle ultime settimane il fenomeno ha preso una forma quasi plateale nell’operato di due uomini che, a bordo di un autocarro, svolgono una sorta di tour delle isole ecologiche. Di loro e di quel particolare mezzo con cassone, sono arrivate anche immagini, all'arrivo e all'interno dell'area di una stazione in particolare. L’autocarro entra dalla sbarra azionata dal personale in servizio. E' già carico di ferraglia ma non del tutto. In retromarcia si avvicina all'area delimitata dove c’è materiale ferroso o ingombrante. Due uomini scendono fanno un pò di selezione e caricano. Le segnalazioni arrivano anche ai canali del comitato civico Modena merita di più e descrivono individui che si muovono con estrema sicurezza, quasi con la certezza di poter operare indisturbati, come del resto accade, tra l'indignazione degli utenti.
L'ultima segnalazione a Hera relativa alla stazione ecologica di via Germania, verte proprio su questo descrivendo anche il timore dichiarato del personale dell'area ad intervenire contro questi personaggi.

'Non possiamo farci nulla, non vogliamo rischiare di essere aggraditi', avrebbe detto un addetto in uno degli episodi più recenti. Una frase che avrebbe spinto uno di loro a inviare una segnalazione anche a Hera.
La parte più sorprendente è che tutto questo avviene, come detto, in orario di apertura, in aree dotate di sistemi di videosorveglianza, con accessi regolamentati e personale presente. Le isole ecologiche sono concepite per garantire tracciabilità e sicurezza del conferimento, non certo per permettere l’uscita di materiali che, una volta entrati, e di fatto sotto la competenza e la gestione Hera, dovrebbero seguire un percorso controllato.
Eppure, secondo le segnalazioni, alcune delle quali verificate da noi direttamente sul posto, alcuni soggetti sostano all’interno vagliando e prelevando rifiuti metallici sotto gli occhi delle telecamere e degli operatori, senza apparente timore di conseguenze.

Come è possibile che mezzi privati esterni prelevino materiale in aree sorvegliate? Perché gli operatori dichiarano di non poter intervenire? Le telecamere registrano? E se sì, chi controlla le immagini?
Si tratta di iniziative isolate o un fenomeno sistematico? Domande che meritano risposte chiare, perché il tema non riguarda solo la gestione dei rifiuti, ma un problema di legalità nonché rispetto dei cittadini onesti che si recano alle stazioni ecologiche con senso di responsabilità e senso civico.

Gi.Ga.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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