Che raccontano tutte più o meno la stessa scena: autocarri o furgoni che entrano nelle stazioni ecologiche cittadine non per solo per scaricare rifiuti, ma per caricarli. In particolare materiale ferroso, elettrodomestici, apparecchiature elettroniche e altri oggetti che all’interno dell’isola dovrebbero essere conferiti non certo prelevati.
Alcune segnalazioni erano giunte già nei mesi scorsi ed erano relative alla presenza di persone a bordo di furgoni che dopo essere entrati non si limitavano a scaricare, ma sostavano all'interno a lungo, nel tentativo di recuperare materiali o oggetti. Casi segnalati in via Divisione Acqui, zona Rotonda, e nel punto di via Germania. Alcuni agiscono prelevando direttamente ferro dai cassoni o in alcuni casi chiedendo agli utenti privati di dare a loro, anziché gettare nei contenitori o nelle aree adibite, materiale per loro interessante. Al ai là che fossero visti o meno dal personale dell’isola, ciò che già stupiva era il fatto che a queste persone con i loro mezzi era concesso stazionare per lungo tempo all’interno dell’area. Cosa impossibile da fare se non giustificata.
Nelle ultime settimane il fenomeno ha preso una forma quasi plateale nell’operato di due uomini che, a bordo di un autocarro, svolgono una sorta di tour delle isole ecologiche. Di loro e di quel particolare mezzo con cassone, sono arrivate anche immagini, all'arrivo e all'interno dell'area di una stazione in particolare. L’autocarro entra dalla sbarra azionata dal personale in servizio. E' già carico di ferraglia ma non del tutto. In retromarcia di avvicinano ad un area dove c’è materiale ferroso o ingombrante, fanno un pò di selezione e e caricano. Le segnalazioni arrivano anche ai canali del comitato civico Modena merita di più e descrivono individui che si muovono con estrema sicurezza, quasi con la certezza di poter operare indisturbati. Alcuni cittadini riferiscono di aver chiesto spiegazioni direttamente agli operatori presenti nelle isole ecologiche, ricevendo risposte disarmanti:
“Non possiamo farci nulla”, avrebbe detto un addetto in uno degli episodi più recenti. Una frase che avrebbe spinto uno di loro a inviare una segnalazione anche a Hera.
La parte più sorprendente è che tutto questo avviene in aree dotate di sistemi di videosorveglianza, con accessi regolamentati e personale presente.
Eppure, secondo le segnalazioni, alcune delle quali verificate da noi direttamente sul posto, alcuni soggetti sostano all’interno valiando e prelevando rifiuti sotto gli occhi delle telecamere e degli operatori, senza apparente timore di conseguenze.
Come è possibile che mezzi privati esterni prelevino materiale in aree sorvegliate? Perché gli operatori dichiarano di non poter intervenire? Le telecamere registrano? E se sì, chi controlla le immagini? Si tratta di iniziative isolate o un fenomeno sistematico? Domande che meritano risposte chiare, perché il tema non riguarda solo la gestione dei rifiuti, ma un problema di legalità nonché rispetto dei cittadini onesti che si recano alle stazioni ecologiche con senso di responsabilità e senso civico..


