Caro Direttore,
come ogni anno mi sarei imposto di tapparmi le orecchie al passaggio della fanfara social-mediatica nell'intorno dell'anniversario della liberazione d'Italia per evitarmi il carico di polemiche annesso e l'avevo quasi passata liscia, ma quest'anno ci ha pensato la Sua redazione a costringermi nuovamente sull'argomento con un flash a firma del bravissimo Galeotti che riprende una intervista rilasciata a Il Giornale da Claudio Gorrieri in memoria delle vicende legate al padre Ermanno.
Come conseguenza diretta del solo rilascio di quella intervista, la pagina Facebook di Gorrieri - non esattamente un 'nostalgico' - è stata copiosamente decorata da molti commenti alcuni dei quali carichi di livore.
Infatti fra i commenti all'intervista ne 'spicca' uno che così tuona: 'Scrivere per un giornale fascista non fa onore a tuo padre e a te !!!'. Gorrieri Jr viene considerato reo per il solo fatto di avere affidato le proprie parole ad una testata 'non amica' (seppur diretta dall'ex PD sen. Tommaso Cerno). Certo per stessa ammissione del diretto interessato il titolista de Il Giornale si allargato un po' troppo, ma non è questo il punto; il capo di imputazione che pende sulla testo di Claudio Gorrieri è chiaro: 'insufficiente professione di antifascismo'.
E nel giorno del suo 81° compleanno il
'25 aprile' - ricorrenza della pace dopo una occupazione militare culminata in guerra civile riconquistata grazie ad un sacrificio collettivo e trasversale, così attesta la storia - dovrebbe essere qualcosa di più maturo rispetto ad disputa fra ragazzini che sotto la doccia si sfidano 'a chi ce l'ha più antifascista'.E invece no! Anche quest'anno l'occasione è andata persa! Resta da capire come mai tutti gli anni il 25 aprile venga vilipeso riducendolo ad una gara di 'professione di antifascismo', che solitamente termina poco dopo dissolvendosi nelle nebbie vaporose del concertone del 1 maggio.
Ho allora trovato molto pertinenti e completamente prive di retorica e quindi sincere, le parole proferite in due distinte interviste richiamate proprio dal post del Gorrieri da due comunisti doc compianti e soprattutto rimpianti quali Rubes Triva e Silvio Miana, per i quali la sinistra fucsia di oggi ha smarrito ogni forma di memoria e soprattutto di rispetto. Riprendiamole:
Triva '...però all'opposizione noi c'avevamo della gente [...] che in ogni caso aveva un rispetto ed era attestato ad una difesa assoluta della istituzione come tale.'
Miana 'E quindi la direzione del partito invia a Modena, il padre di D'Alema. Questo è un momento importante perché lui apre una battaglia di chiamata di rinnovamento...
Dunque non è più una questione di merito ma di metodo, perchè il commento poc'anzi menzionato il merito della questione non lo sfiora nemmeno: ma perchè nel 2026 siamo ancora qui, come se 80 anni non fossero passati?
A mio avviso, temo che a furia di occupare le istituzioni pubbliche per proprio comodo politico e con esse gli spazi a loro dedicati (il 25 aprile, ma non solo) 'la politica' ed i suoi cortigiani si siano fatti prendere la mano sdoganando la consueta prassi da regime autoritario di trattare qualsiasi controparte non come avversario da rispettare ma come nemico da infamare e ridurre con ogni mezzo e da annientare senza contraddittorio; e temo che da tale condotta siano talmente inebriati tanto da dimenticare ogni saggio consiglio lasciato dai loro 'padri'.
In tal senso, siamo ben lontani da poterci considerare liberi da queste opprimenti consuetudini.
Acardo Lugli



