Gentile direttore,
L’episodio avvenuto nei pressi dell’Accademia Militare di Modena, che ha visto un uomo aggirarsi per la strada in versione adamitica, non può essere liquidato come una semplice anomalia o come un caso isolato di disagio. Il ripetersi di eventi simili, anche in territori vicini, alimenta una percezione sempre più diffusa di perdita di controllo, degrado e insicurezza.
Continuare a ricondurre automaticamente questi comportamenti alla sola fragilità individuale rischia di diventare una lettura parziale e, di fatto, inefficace. In una comunità civile il rispetto delle regole è un principio fondamentale e non negoziabile.
Molti cittadini esprimono una preoccupazione crescente rispetto alla gestione dei processi di integrazione e alla loro sostenibilità. Quando tali processi non funzionano in modo adeguato, le conseguenze si riflettono direttamente sulla qualità della vita: sicurezza, decoro urbano e fiducia nelle istituzioni ne risultano compromessi.
Non si tratta solo di percezioni. I dati ufficiali pubblicati dall’ISTAT e dal Ministero dell’Interno mostrano che, negli ultimi anni, i cittadini stranieri risultano sovra-rappresentati tra le persone denunciate o arrestate rispetto alla loro incidenza sulla popolazione residente. Al 31 marzo 2024, i detenuti stranieri erano 19.108 su 61.049 totali, pari al 31,3%. Si tratta di un dato reale, che pur variando sensibilmente in base alle tipologie di reato, richiede analisi approfondite, non semplificazioni.
Proprio per questo, ignorare o minimizzare queste criticità non aiuta a risolverle.
Allo stesso tempo, è altrettanto necessario evitare letture superficiali o generalizzazioni: serve invece un approccio serio, basato su dati, responsabilità e capacità di intervento.Il problema oggi non è il linguaggio utilizzato nel dibattito politico, ma la difficoltà di affrontare nel merito questioni concrete: sostenibilità dei flussi, efficacia dei controlli, rispetto delle regole e strumenti di integrazione realmente funzionanti.
Modena merita un confronto aperto e onesto su questi temi, senza reticenze e senza ipocrisie. Solo così sarà possibile restituire ai cittadini quella fiducia che oggi appare sempre più incrinata.
Cordiali saluti
Maria Grazia Marcozzi
Carissima lettrice, il nostro giornale ha sollevato (qui) le stesse criticità che lei cita rispetto al tema del rapporto tra immigrazione e insicurezza. Detto questo - pur capendo quanto tema sia scivoloso, anzi proprio perchè scrivoloso - crediamo sia indispensabile tenere distinti i piani della repressione dei reati con quello della umanità nei confronti di chi vive un momento di disperazione, indipendentemente dai motivi che lo hanno condotto in quello stato.
Giuseppe Leonelli



