Caro Direttore,
(in riferimento alla fotografia di un uomo senza vestiti e in difficoltà pubblicata dal capogruppo Fdi a Modena corredato dallo sbeffeggio 'risorse'), condivido il giudizio sulla mancanza di umanità di questa pubblica esposizione al disprezzo.
Vi è, in questo (come in altri episodi simili) un riflesso antico, quasi automatico, per cui alcune persone possono essere consegnate alla gogna con maggiore facilità di altre.
Se fosse stato un uomo bianco, italiano, collocato dentro il perimetro rassicurante della normalità sociale, dubito che si sarebbe osato tanto. Si avrebbe avuto paura delle risposte indignate dei familiari, magari delle conseguenze legali. La crudeltà pubblica ha bersagli privilegiati.
Ho letto di recente un libro di Lilian Thuram, Pensiero bianco, che spiega il meccanismo mentale per cui alcune categorie (come pericolosità, colpa, inciviltà, minaccia) si applicano prima, e con minore bisogno di prova, quando riguardano determinati corpi, nomi, origini. Il “pensiero bianco” è anche questo: una grammatica del potere che decide chi merita comprensione e chi sospetto, chi resta individuo e chi può essere oggetto di gogna.
Detto questo, non mi trovo d'accordo con l’idea che le politiche italiane sull’immigrazione siano state realizzate prevalentemente dal centrosinistra. Il centrosinistra ha avuto responsabilità, timidezze, cedimenti alla logica dell’ordine e della deterrenza.
Ma la storia legislativa ha nomi propri, e i nomi propri talvolta sono più onesti dei commenti: Bossi-Fini, prima; decreti Salvini, poi. Non mi paiono nomi di sinistra... La destra, su questo terreno, ha governato e costruito un linguaggio, un immaginario. Ha trasformato un fenomeno storico e sociale in un permanente teatro della paura. Come il termine denigratorio di risorsa, appunto usato anche in questo caso. Giorgia Meloni ha vinto anche promettendo ordine, blocchi, rimpatri. Ha parlato per anni come se il problema fosse semplice e come se bastasse la volontà politica. Ora governa da 4 anni circa. E i risultati latitano: i rimpatri restano modesti (4.751 nel 2023, 5.414 nel 2024, 6.097 nel 2025). Quanto agli sbarchi, sotto l'egida Meloni sono stati quasi trecentomila. E poi c’è il dato più tragico: nei primi mesi del 2026 i morti e dispersi nel Mediterraneo sarebbero almeno 765.I numeri dimostrano che governare l’immigrazione non è facile e per questo rendono più grave la leggerezza (per non dire il dolo di voler cavalcare come se fosse facile e semplice un tema complesso e difficile, a soli fini elettorali) con cui per anni si è promesso l’impossibile, alimentando rancore e sospetto.
La gogna pubblica e il fallimento politico nascono dalla stessa cattiva radice: la riduzione della persona a categoria, la semplificazione.
Luca Barbari
Nella foto i consiglieri Barbari e Negrini



