Opinioni Lettere al Direttore

Ferrara, i risultati sul fronte sicurezza sono evidenti: perchè Modena chiude gli occhi?

Ferrara, i risultati sul fronte sicurezza sono evidenti: perchè Modena chiude gli occhi?

È arrivato il momento di abbandonare certe comode posture ideologiche e iniziare a valutare le soluzioni per quello che sono


2 minuti di lettura

Caro direttore,


Quanto emerso a seguito della recente conferenza del capo della Polizia locale di Ferrara lascia francamente sbalorditi, non tanto per i contenuti — che appaiono solidi, concreti e supportati dai risultati — quanto per le reazioni registrate a Modena.

Parlo con cognizione di causa: ho avuto modo di frequentare Ferrara e di osservare direttamente gli effetti del modello adottato, che ha portato a un miglioramento evidente della sicurezza e a una riduzione del degrado urbano. Non si tratta di opinioni o slogan, ma di dati di fatto riscontrabili sul campo.

Eppure, a Modena sembra prevalere un riflesso ormai automatico: contestare tutto, sempre e comunque. Anche ciò che funziona. Anche ciò che altrove ha già dimostrato la propria efficacia. Una contrapposizione pregiudiziale che appare sempre più come un esercizio sterile, fine a sé stesso.

Viene spontaneo chiedersi se si tratti di ostinazione ideologica o, peggio, di una incapacità di riconoscere la realtà quando questa non coincide con le proprie convinzioni. Perché continuare a negare l’evidenza non è segno di spirito critico, ma di chiusura.

Nel frattempo, però, la città paga il prezzo di questo atteggiamento: degrado crescente, insicurezza diffusa e una perdita di controllo che si tocca quotidianamente con mano.

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Non è allarmismo, è ciò che si vede.

Continuare a opporsi per principio non è un atto di partecipazione democratica, ma un contributo concreto al declino della città. Se ogni proposta viene bocciata a prescindere, l’unico risultato possibile è l’immobilismo — e l’immobilismo, in contesti complessi, equivale a peggioramento.

È arrivato il momento di abbandonare certe comode posture ideologiche e iniziare a valutare le soluzioni per quello che sono: strumenti concreti per migliorare la qualità della vita. Oppure si preferisce davvero assistere, in nome di una sterile coerenza e di un ancor più sterile perbenismo, al progressivo deterioramento della città?

Una domanda che, a questo punto, non può più essere evitata.

Distinti saluti 

Romina Spadafora 

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