Il nuovo contributo base viene fissato a 780 euro mensili per ogni minore, con la possibilità di una maggiorazione dal 30% al 50% nei casi di bambini e ragazzi con bisogni complessi, secondo la definizione regionale. Gli importi possono così raggiungere 1.014, 1.092 o 1.170 euro al mese.
La decisione arriva dopo un’analisi condotta dai Servizi sociali, che ha evidenziato come le quote attualmente in vigore (517 euro mensili, 749 in caso di handicap), non fossero più sufficienti a coprire le spese ordinarie di mantenimento.
Tra le novità più rilevanti c’è l’estensione delle quote anche ai casi di affido intrafamiliare fino al quarto grado, una modifica che corregge quanto previsto dalle Linee guida comunali del 2024. Una scelta che riconosce il ruolo crescente dei parenti nella presa in carico dei minori.
La Giunta ha specificato che nei casi di affidamento giurisdizionale finalizzato all’adozione il contributo comunale deve essere interrotto per evitare danno erariale, trattandosi di una tipologia di accoglienza con caratteristiche diverse e orientata alla creazione di un rapporto di filiazione.
La delibera conferma la possibilità di mantenere le quote fino ai 21 anni nei percorsi di autonomia, studio o inserimento lavorativo, e ribadisce la facoltà di erogare contributi straordinari aggiuntivi, previa valutazione della mini-équipe e inserimento nel progetto individuale.
Per il 2026 la spesa prevista è di 576.500 euro, coperta per 324.352 euro da fondi comunali e per 252.147 euro da contributi regionali destinati a progetti speciali. L’applicazione delle nuove quote partirà dal 1° giugno 2026.
Gli ultimi dati disponibili aggiornati a un anno fa, sugli affidi nel Comune di Modena mostrano che 40 famiglie modenesi interessate ad accogliere minori in affido, dopo aver partecipato agli incontri di promozione organizzati dal Comune e dalle associazioni del Protocollo d’intesa.


