ho letto con attenzione il suo intervento di stamattina e quello dell'avvocato Guido Sola. Da storico militante della destra modenese con una esperienza da modesto consigliere in provincia, mi pare di aver compreso come il limite del centrodestra modenese oggi, come in passato, sia riassumbile con la cosiddetta teoria della 'salvaguardia del recinto'. I capibastone di turno, oggi il senatore Barcaiuolo per Fdi, ieri i vari Giovanardi, Bertolini, Aimi, ma anche il compianto Manfredini per la Lega..., cercano di stoppare la crescita dei migliori all'interno del partito per evitare la creazione di competitor interni e per mantenere le pochissime poltrone che il centrosinistra lascia all'opposizione. Opposizione che così facendo ben si guarda dal provare a diventare maggioranza.
Sia ben chiaro, il centrosinistra non è migliore in questo, ma ha almeno la lungimiranza di capire che provando a valorizzare un minimo le competenze, alla fine ottengono qualcosa in più anche i presunti leader: come dire se si allarga il recinto si rischia un po', ma si allarga anche la torta spartitoria. Non è una questione morale, ma di riuscire a comprendere cosa è più conveniente a lungo termine anche per se stessi e mi pare che i risultati a Modena con 80 anni di Governo di centrosinistra siano lampanti.
Il centrodestra locale invece di prendere esempio ha fatto esattamente il contrario rendendo il recinto sempre più stretto e sempre più popolato da fedelissimi.
Restando all'attualità si spiega così, all'interno di Fdi, la non valorizzazione di esponenti di spessore e di indubbia competenza come lo stesso avvocato Guido Sola o l'avvocato Roberto Ricco, ora 'adottato' da Forza Italia.
Costoro hanno due limiti gravissimi per chi fa politica in una Destra modenese gerarchizzata: l'essere bravi e competenti e l'avere un lavoro che li impegna. La carriera degli esponenti politici di quello che Lei definisce 'cerchio magico' è infatti spesso legata a doppio filo con la politica, come del resto dimostrano le dichiarazioni dei redditi prima e dopo le singole scalate, e questo ha consentito loro di lavorare esclusivamente per ottenere risultati in politica, organizzando strategie per difendere il proprio percorso o quello dei propri famigliari, come è stato più volte sottolineato per quanto riguardo il consigliere regionale Annalisa Arletti. Sfugge certamente da questa logica Daniela Dondi, professionista affermata a Modena, e per questo infatti invisa al partito, ma anche l'ottimo avvocato Elisa Rossini costretta a fare il numero due in Consiglio e con cura bocciata come candidato sindaco.
Vede, e mi taccio, tutto questo non sarebbe rilevante se si trattasse solo di dinamiche interne a un partito, ma lo diventa quando tale blocco delle energie migliori penalizza una intera area politica alla quale i cittadini che non si riconoscono nel centrosinistra che a Modena governa dall'età giurassica, guardano con fiducia. Fiducia purtroppo, e mi costa dirlo, finora malrisposta.
Grazie dello spazio e del prezioso tentativo del Suo giornale di dare un contributo al dibattito modenese.
Lettera firmata



