Giustificabile fino ad un certo punto, come ha fatto il sindaco, richiamando un atteggiamento prudenziale che ha puntato ad una previsione di gettito che non riservasse sorprese.
Ricordiamo che nel 2025 l’addizionale IRPEF è stata portata all’aliquota massima dello 0,8 per cento, contribuendo a un aumento significativo delle entrate tributarie e alimentando un surplus che - ha specificato il sindaco - sarà da indirizzare nelle strategie del 2026.
Il documento approvato dal Consiglio comunale, con 22 voti favorevoli e 7 contrari, mostra entrate da addizionale IRPEF pari a 30,6 milioni di euro e ricavi IMU che raggiungono i 65,9 milioni. Crescono anche le entrate extratributarie, che arrivano a 77,9 milioni grazie ai dividendi delle partecipate, ai rimborsi e all’attività di controllo e sanzione. Parallelamente, i trasferimenti statali e regionali diminuiscono di 4,9 milioni, con un taglio particolarmente pesante per i servizi ai minori. Il quadro complessivo restituisce quindi un bilancio che si regge sempre più sulle risorse proprie dei cittadini e sempre meno sui contributi esterni.
Presentando il Rendiconto in aula, l’assessore al Bilancio Vittorio Molinari ha descritto il risultato come la fotografia di un’Amministrazione che “investe sulle persone”, ricordando che circa 90 milioni sono stati destinati a welfare, scuole e fragilità. Molinari ha rivendicato una manovra definita “equa” e un indebitamento pro capite tra i più bassi d’Italia, sostenendo che il Comune ha ampliato i servizi senza rinunciare alla manutenzione della città e ai progetti di rigenerazione urbana.
La spesa corrente del 2025 si attesta a 203,7 milioni di euro, in calo di oltre 41 milioni rispetto all’anno precedente. La riduzione, però, non deriva da tagli strutturali, bensì dall’uscita della TARI dal bilancio comunale dopo il passaggio alla Tariffa corrispettiva puntuale. Gli investimenti scendono a 48,9 milioni, un livello inferiore rispetto ai 67,6 del 2024 e ai 92,1 del 2023, soprattutto per il progressivo esaurirsi delle risorse del PNRR.
Sul fronte della gestione finanziaria, il Comune mantiene un indebitamento complessivo contenuto, poco sopra i 19 milioni, e conferma tempi di pagamento ai fornitori molto rapidi, con una media di 13 giorni di anticipo sulle scadenze. Si riduce anche il Fondo crediti di dubbia esigibilità, che passa da 92,3 a 86,8 milioni.
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Nel 2026 queste risorse potranno essere utilizzate per finanziare nuove opere, ma il dibattito rimane aperto: Modena ha chiuso un bilancio solido, ma lo ha fatto chiedendo ai contribuenti uno sforzo significativo, a tratti al massimo delle possibilità di legge.
Nella foto, il sindaco durante l'intervento in aula



