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Intervista sul padre e il 25 aprile: Gorrieri attaccato sui social

Intervista sul padre e il 25 aprile: Gorrieri attaccato sui social

Il figlio del partigiano cattolico, ex ministro ed ex parlamentare DC attaccato per avere rilasciato una intervista ad un giornale ritenuto di destra. Battibecco Giovanardi-Vezzelli. Il richiamo all'egemonizzazione del 25 aprile da parte del PCI e delle sue liste con i nemici, riaccende lo scontro su verità ancora scomode


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E' bastata una intervista sul 25 aprile a Il Giornale per scatenare una serie di attacchi a Claudio Gorrieri, figlio di Ermanno, partigiano cattolico, già ministro del lavoro e parlamentare democristiano, per scatenare una polemica social, condito di attacchi. Su più fronti. Da un lato i contenuti dell'intervista e il richiamo di Claudio Gorrieri ad una egemonizzazione di fatto, da parte del Partito Comunista Italiano, del 25 aprile e sulla esclusione, altrettanto di fatto, dell'ala cattolica del movimento partigiano, anche dalle manifestazioni che quel 25 aprile lo celebrano ogni anno, e dall'altro il fatto di avere concesso l'intervista ad un giornale ritenuto di destra al quale, proprio per questo', non sarebbe opportuno concedere interviste. Anche se quest'ultimo aspetto appare più una via meno diretta per attaccare sui contenuti dell'intervista. Evidentemente ancora indigesti per tanti. C'è chi afferma che 'il padre si rivolterebbe nella tomba di fronte ad una simile intervista su Il Giornale'
Del resto, nell'intervista rilasciata a Stefano Zurlo, Gorrieri richiama episodi legati al padre che risuonano ancora forti nella coscienza. Ricorda, ad esempio, che suo padre Ermanno Gorrieri, partigiano cattolico e poi ministro, fu a lungo tenuto ai margini delle celebrazioni ufficiali del 25 aprile.
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'Alle cerimonie ufficiali a Modena non lo invitavano mai. Sulla Resistenza era sceso un velo rosso', afferma. Per poi ricordare: 'Un vecchio compagno gli disse: “Anche il tuo nome era nella lista”, riferendosi alla lista dell’ala più dura del PCI, quella che nel dopoguerra guardava alla rivoluzione e che avrebbe messo nel mirino figure cattoliche, sacerdoti, industriali. A Modena, e nell'Emilia Rossa terra di quel triangolo rosso che fino al 1949 fu teatro di uccisioni a raffica anche di sacerdoti da parte di partigiani comunisti (e che costò attacchi durissimi anche a Gianpaolo Pansa che la descrisse ne 'Il Sangue dei Vinti), un tema per molti ancora tabù.

Ed è così che l'intervista, postata sul proprio profilo social da Claudio Gorrieri scatena dure reazioni. Non solo, appunto, sui contenuti, ma anche per il fatto di averli espressi in una intervista su un giornale di destra. Tra i più duri il modenese Roberto Vezzelli, storico dirigente di cooperative comunista che taglia corto e contesta apertamente la scelta di Clauio Gorrieri di rilasciare un’intervista a una testata che lui considera 'fascista'. Gorrieri non ci sta e replica ribadendo genesi e contenuti dell'intervista: 'Mi è stata chiesta un’intervista, libero di esprimere le mie opinioni e ho colto l’occasione di farlo.
Certo che il titolo non era concordato, qualche licenza se la sono presa, però i contenuti sono i miei'. E, con una battuta, aggiunge: 'Per una volta non hanno letto Giovanardi che parla di queste cose a modo suo'. Tirato in ballo l'ex ministro e parlamentare Carlo Giovanardi, interviene ricordando come l’attuale direttore de Il Giornale sia stato in passato senatore del Partito Democratico. Una risposta diretta a smontare le accuse di chi accusa il Giornale di essere troppo di destra, ma soprattutto l'idea di non potere concedere, per questo una intervista. Bastano alcuni post di commento per trasformare una pagina social dai toni soft come quella di Claudio Gorrieri in una arena politica nella quale emergono fantasmi di un passato con cui gli eredi di una certa ideologia faticano, ancora oggi a fare i conti. E che per questo rappresentano ancora oggi terreno di scontro. Che nelle ultime ore è bastata appunto una semplice intervista per scaricarne gli effetti anche su una figura come Claudio Gorrieri, oltre che sul padre e sulla sua opera. I commenti contrastanti si spostano non a caso anche sul libro che Ermanno Gorrieri dedicò alla Repubblica di Montefiorino.
Chi lo difende come un testo fondamentale, e chi lo liquida a lettura parziale della storia.

Claudio Gorrieri a quel punto decide di rispondere facendo parlare la storia, quella raccontata da due storici dirigenti del PCI, protagonisti della storia di queli anni, postando due interviste: la prima a Silvio Miana, dirigente e poi segretario del PCI a Modena. e la seconda a Luigi Paganelli Partigiano della Brigata Italia e sindacalista Cisl'. Destinate a suscitare altro dibattito.

Gi.Ga.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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