'Con una mossa, che contrasta con un contesto economico difficile, la rettrice di Unimore, Rita Cucchiara, annuncia nell’ambito di una strategia di sei anni l’abbassamento delle tasse e nuove misure di supporto al diritto allo studio, ricononosciuto come priorità assoluta. E’ una decisione politica e strategica forte basata su alcuni criteri di buona amministrazione quali la visione, che investe nel lungo periodo sul capitale umano, la responsabilità sociale, che in tempi di crisi compie la scelta di abbassare una barriera reale, nonchè la consapevolezza di sé stessi, cioè sulla capacità di poter compensare le mancate entrate con maggiori introiti statali, territoriali (locali e regionali) attraverso una crescita complessiva dell’Ateno in qualità e internazionalizzazione e una attenta gestione'. Così il consigliere di opposizione Maria Grazia Modena.
'Stimolo ne è la necessità di non farsi sovrastare da agguerriti Atenei, che attraggono studenti anche per reputazione delle città, vantaggio che sicuramente il nostro Ateneo non gode, almeno per ora. Vedere un ente pubblico, come l’Università che, pur gravato da difficoltà economiche, innesta la marcia di una politica aggressiva verso il suo mercato con provvedimenti accolti positivamente dagli studenti stessi, addirittura il “PD Città di Modena” lo fa con un comunicato ufficiale di ringraziamento,
non è solo un segnale che i tempi dell’immobilismo durati troppi anni sono finiti, ma è anche un forte incentivo, se non una vera e propria sfida verso l’altro Ente pubblico modenese, il Comune, la cui azione appare piuttosto rallentata a fronte di un bilancio di una floridezza inusuale, caratterizzato dal sorprendente avanzo di 14 milioni di euro, che abbiamo apprezzato, anche se in parte deriva dall’aumento delle tasse (irpef) fino al limite superiore consentito dalla legge - afferma la Modena -. In una tal favorevole situazione ci aspetteremmo una ritrovata spinta progettuale da parte anche del Comune e, soprattutto, una pronta e forte sinergia con l’Università a sostegno di uno sforzo che va anche a beneficio della Città. Oggi, il Comune deve assecondare la ritrovata progettualità universitaria, facendo la sua parte, cioè rendendo la Città più attrattiva per i giovani, al fine di avviare quel processo atteso da anni di trasformare Modena in una vera Città universitaria'.'I primi segnali favorevoli potrebbero arrivare dall’abbandono della definizione del termine studentato convenzionato, affibbiato a progetti edilizi al solo scopo di ottenere i finanziamenti PNRR. La dispersione degli studenti nel territorio contrasta con l’idea di città universitaria e non sfrutta, se non in minima parte, il potenziale di ricchezza culturale ed economica che gli studenti rappresentano per una città.



