Uno dei principali terreni di scontro che vede confrontarsi il Pd e la giunta Mezzetti è senza dubbio l'urbanistica e la vicenda del 'salvataggio', a questo punto molto complicato, del cinema Astra si è tramutata ieri in occasione per una nuova battaglia.
Due giorni fa il sindaco ha spiegato come 'questa vicenda faccia emergere la necessità di riaprire il Piano Urbanistico Generale con l'obiettivo di approfondire la conoscenza sul patrimonio di interesse storico-architettonico del territorio di Modena e di disciplinarlo di conseguenza'.
Evidente il richiamo alla cornice del Pug approvato nel 2023 dall'allora amministrazione Muzzarelli che non mise alcun vincolo alle sale cinematografiche come l'Astra e che quindi oggi obbliga la giunta Mezzetti ad appellarsi al 'buon cuore' della Soprintendenza.
Ebbene, all'indomani di quella presa di posizione del primo cittadino e dell'assessore Ferrari, ieri il Pd in Consiglio comunale - dopo aver incalzato lunedì la giunta sulle manifestazioni di interesse - ha pungolato ulteriormente Mezzetti, proprio sul tema dell'Astra.
'L’Astra non è solo una sala cinematografica attiva nel cuore del centro storico, ma un presidio culturale e sociale fondamentale - ha detto la vicecapogruppo Federica Di Padova, principale alleata di Lenzini nel braccio di ferro continuo con Mezzetti -.
Come Partito Democratico esprimiamo pieno sostegno al percorso già avviato dall’Amministrazione comunale per la tutela dell’immobile, a partire dalla richiesta alla Soprintendenza per il riconoscimento dell’interesse culturale dell’edificio. Chiediamo inoltre che questo impegno venga ulteriormente rafforzato e accelerato mettendo in campo ogni strumento urbanistico, amministrativo e politico disponibile per garantire la salvaguardia del Cinema Astra e del suo ruolo culturale e sociale. Non siamo di fronte a un semplice edificio - affermano Di Padova e Pezzitola - ma a un presidio culturale che va difeso con scelte chiare e coraggiose. Servono atti concreti che impediscano la perdita di una funzione culturale strategica per il centro storico e per tutta la città. È necessario mettere in campo tutti gli strumenti disponibili per impedire qualsiasi ipotesi di snaturamento, assicurando la continuità della vocazione culturale e la salvaguardia del ruolo pubblico della struttura nel centro storico'.Parole che suonano come un richiamo morale di indubbio valore, ma che non citano l'evidente lacuna di quel Pug approvato proprio col sì del Pd tre anni fa, un Pd che vedeva già in Consiglio comunale sia Di Padova che Lenzini.



