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Materie plastiche: dalla crisi in medio oriente allarme in Emilia Romagna

Materie plastiche: dalla crisi in medio oriente allarme in Emilia Romagna

L'allarme lanciato da Confapi Emilia - Romagna: 'Rincari fino al 70%, rischio blocco della produzione'


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L’allarme lanciato da Unionchimica Confapi sulla filiera delle materie plastiche trova pieno sostegno in Confapi Emilia, che parla apertamente di una “tempesta perfetta” capace di mettere in ginocchio il sistema produttivo locale. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno infatti generando aumenti vertiginosi dei costi delle materie prime e un progressivo irrigidimento degli approvvigionamenti, con effetti immediati sulla continuità delle lavorazioni.

 

Tra febbraio e marzo il mercato ha registrato rincari fuori scala: i polimeri in granuli hanno segnato aumenti compresi tra il 25% e il 70%, mentre le resine sono salite dal 12% al 35%, con ricadute su tutta la produzione derivata. L’impennata dei prezzi ha travolto anche i materiali riciclati, annullando di fatto il vantaggio economico dell’economia circolare. “Gli aumenti eccezionali e le difficoltà negli approvvigionamenti prospettano un serio rischio di shortage lungo tutta la filiera – afferma Alberto Meschieri, presidente di Confapi Emilia – Siamo di fronte a una crisi operativa e finanziaria senza precedenti, con margini erosi e una pianificazione produttiva che diventa impossibile anche nel brevissimo periodo”.

 

La tensione è palpabile nelle aziende del territorio. Fabio Barbieri, titolare di Interdamo srl e associato Confapi Emilia, racconta una situazione ormai al limite: fornitori che revocano conferme su merce e prezzi, scorte di polietilene esaurite, ricorso a distributori occasionali pur di non fermare gli impianti.
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“Quando la disponibilità è tornata, abbiamo subito un rincaro del 45%. Una cifra assurda, ma inevitabile se vogliamo garantire il lavoro. Oggi programmare è diventato un esercizio quotidiano di incertezza”.

 

Di fronte a uno scenario che coinvolge un settore strategico per quasi tutti i comparti industriali, Unionchimica e Confapi Emilia chiedono interventi immediati a livello nazionale ed europeo: un monitoraggio costante dei prezzi per contrastare eventuali speculazioni, misure straordinarie per sostenere la liquidità delle imprese, azioni per garantire la continuità degli approvvigionamenti e la sterilizzazione dei costi energetici e dei trasporti, che pesano in modo crescente sulla produttività.

 

La posta in gioco è alta: un rallentamento della filiera delle materie plastiche avrebbe effetti rapidi e diretti su tutta l’industria e, di conseguenza, sui consumatori finali. “Occorre essere pratici e pragmatici – conclude Meschieri – servono risposte rapide ed eccezionali, come la moratoria su imposte e finanziamenti già sperimentata durante la pandemia. Ma soprattutto è necessario ripensare il sistema di approvvigionamento: le catene di fornitura devono tornare in Europa”.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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