L’iniziativa, che si terrà alle ore 16 nella Press Conference Room “Anna Politkovskaya” del palazzo Spaak, vedrà la partecipazione del vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, e dell’assessora all’Industria del Governo Valenciano, Marian Cano García, insieme ai rappresentanti dei distretti ceramici italiano e spagnolo: Graziano Verdi, vicepresidente di Confindustria Ceramica, e Alberto Echavarrìa, direttore di Ascer.
La dichiarazione congiunta: ricerca, competitività e riforma dell’ETS
Il documento, dal titolo “Per il futuro della ceramica europea: riformare le politiche dell’Ue e rafforzare la ricerca industriale”, raccoglie una serie di proposte rivolte alle istituzioni europee per sostenere una decarbonizzazione efficace e realistica dell’industria ceramica, salvaguardando al contempo la competitività internazionale di un comparto che, tra Italia e Spagna, rappresenta quasi l’80% della produzione europea di piastrelle.
La richiesta delle due regioni è chiara: rivedere l’attuale meccanismo ETS, considerato troppo oneroso per un settore energivoro che non dispone, nel breve periodo, di tecnologie alternative mature per abbattere le emissioni senza compromettere la produzione.
L’iniziativa politica: Fratelli d’Italia ed ECR presentano “Stop the ETS to save the ceramics sector”
Parallelamente alla conferenza congiunta, sempre il 25 marzo, si terrà a Bruxelles anche l’evento “Stop the ETS to save the ceramics sector”, promosso dal gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR) e da Fratelli d’Italia. L’eurodeputato Stefano Cavedagna (FDI–ECR) ha sottolineato la necessità di una revisione profonda del sistema ETS, definito “un meccanismo che rischia di mettere fuori mercato interi settori industriali europei, italiani ed emiliano-romagnoli”.
Durante l’incontro verrà presentato un documento, firmato dai presidenti di diversi Paesi europei, che chiede lo stop all’attuale configurazione dell’ETS. Tra i partecipanti figurano la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, il co-presidente del gruppo ECR Nicola Procaccini, il capodelegazione FDI Carlo Fidanza, rappresentanti diplomatici italiani e dirigenti di Confindustria Ceramica.
Il distretto ceramico emiliano-romagnolo, tra i più importanti al mondo, è al centro del dibattito per la sua rilevanza economica, occupazionale e industriale. La combinazione tra costi energetici elevati, crisi geopolitiche e pressione normativa europea sta mettendo a rischio la competitività delle imprese, che chiedono un percorso di transizione ecologica “sostenibile e pragmatico”.
“Non possiamo permetterci politiche che, invece di accompagnare le imprese, rischiano di indebolire competitività, occupazione


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