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Sicurezza alimentare nelle crisi internazionali: Tetra Pak rende Modena centro del confronto nazionale

Sicurezza alimentare nelle crisi internazionali: Tetra Pak rende Modena centro del confronto nazionale
Sicurezza alimentare nelle crisi internazionali: Tetra Pak rende Modena centro del confronto nazionale
Sicurezza alimentare nelle crisi internazionali: Tetra Pak rende Modena centro del confronto nazionale

Nella sede modenese della multinazionale mattinata di discussione e tavola rotonda con esperti, imprenditori ed istituzioni. Maggi (Presidente Europa Sud): 'Servono riserve strategiche e una filiera attrezzata per gli shock globali'


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Se non consideriamo la sicurezza e la disponibilità di cibo e della filiera alimentare non consideriamo un elemento fondamentale della sicurezza nazionale. Un messaggio, quello che scorre sulle slide della sala conferenze della sede Tetra Pack di via Delfini a Modena, che già identifica la doppia direzione dell’evento “Made in Italy e resilienza: il ruolo della filiera agroalimentare nelle strategie di sicurezza nazionale”: da un lato generare consapevolezza del ruolo e dell’importanza della filiera alimentare nella produzione e nella distribuzione del cibo a livello nazionale e globale e dall’altro aprire un confronto con esperti, imprenditori e rappresentanti istituzionali su proposte e soluzioni per superare le criticità generate dalle sempre più frequenti crisi globali. Dalla pandemia, all’Ucraina all’Iran. L’idea di Tetra Pak di aprire questo confronto è significativa. Per la dimensione e la leadership globale e la tipologia di prodotti che offre sul mercato Tetra Pak concentra nel suo essere molti elementi al centro del confronto e anelli della filiera alimentare.

Seguiamo la mattinata di interventi e confronti e incontriamo Paolo Maggi, presidente Tetra Pak Europa Sud che ha introdotto l’evento con un messaggio: “Food safety non è solo igiene e cura del prodotto. È anche accesso all’alimento e sicurezza dell’alimento stesso”.
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Da qui la richiesta di avviare un percorso nazionale per costruire riserve strategiche agroalimentari, considerate ormai indispensabili in un contesto segnato da crisi energetiche, tensioni geopolitiche e interruzioni delle catene logistiche.
Maggi ha spiegato che l’azienda ha voluto creare “un momento di confronto all’interno di una filiera molto importante, perché l’attenzione pubblica sul tema della sicurezza alimentare “non è ancora quella che vorremmo vedere”.
Maggi ha insistito sulla necessità di rendere evidente che “tra il campo e il consumatore c’è una cooperazione importante tra diversi attori della filiera”, una cooperazione che da sola non basta senza un coinvolgimento diretto delle istituzioni. “Questi attori da soli non possono portare le soluzioni necessarie. Occorre una grossa collaborazione tra privato e pubblico, e da qui l’invito alle istituzioni”.
Da qui l’appello a dotare il Paese di riserve strategiche alimentari. “La nuova realtà non è una mancanza totale di accesso al cibo, ma eventi brevi e profondi che possono mettere sotto stress un sistema che oggi non è attrezzato per far fronte a queste situazioni. La nafta, per esempio, derivato utilizzato anche per processare i fertilizzanti, rischia di impattare la disponibilità del cibo a lungo termine.
Questa è la nostra più grande preoccupazione”.

Alla platea è arrivata anche la voce del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentato in collegamento da Roma Giacomo Vigna, che ha ricordato come la sicurezza alimentare sia ormai parte integrante della sicurezza economica nazionale. “Quando ho iniziato a occuparmi di sicurezza economica nel 2018, il Golden Power riguardava solo telecomunicazioni, energia e difesa. Poi è arrivata la preoccupazione sul 5G, il conflitto con la Cina, l’estensione a tutti i settori. Ci siamo resi conto che serviva un’attenzione più alta, e dentro questa attenzione c’è anche la sicurezza alimentare”.
Vigna ha richiamato episodi recenti che hanno mostrato la fragilità del sistema europeo: “Abbiamo avuto subito due problemi: la carenza di olio di girasole e la mancanza di scorte nei supermercati del Nord-Est. Abbiamo dovuto correre come istituzioni nazionali ed europee per dare flessibilità all’industria”. Ha aggiunto che anche l’aumento dei fertilizzanti è oggi una minaccia concreta: “È una possibile mina per l’agricoltura. Abbiamo dovuto mettere in piedi un contesto nazionale e G7 per alleviare i costi”.

Tra gli interventi più diretti anche quello di Sara Roversi, fondatrice e presidente del Future Food Institute, che ha allargato lo sguardo al rapporto tra ambiente, salute e sistemi alimentari.
“Non possiamo vivere sani in un mondo malato”, ha detto richiamando il concetto di ecologia integrale. Ha portato dati e ricerche che mostrano come la qualità dell’aria, dell’acqua e del cibo influenzi persino la creatività dei giovani: “Abbiamo rilevato differenze tra il 30 e il 70% tra ragazzi che vivono in aree rurali e ragazzi delle grandi città. L’impatto di ciò che mangiamo e del contesto in cui viviamo non è marginale”. Ha poi sottolineato l’importanza dell’Italia e dell’esempio millenario italiano nell’elaborazione di strategie. “Anche dagli Stati Uniti, per la mia esperienza direttamente dai vertici di Google, riconoscono il primato italiano nella conoscenza e nella cultura del cibo e dell’alimentazione”
Roversi ha rivolto un appello diretto al mondo dell’informazione: “I giornalisti devono aiutarci. I dati ci sono, ma come vengono espressi può portare i cittadini a prendere decisioni opposte rispetto all’obiettivo della comunità”. E ha concluso ricordando che la resilienza non può essere solo industriale: “Prima ancora dell’industria dobbiamo ricostruire la comunità. Non diventeremo mai resilienti se il cittadino non ci crede”.
Sul ruolo del packaging come infrastruttura strategica è intervenuta Sara Roversi, Founder & President di Future Food Institute: 'La sicurezza alimentare si gioca nella capacità di connettere produzione, trasformazione e accesso. In questo spazio, realtà come Tetra Pak sono infrastrutture invisibili ma essenziali, perché rendono possibile l'accesso al cibo anche nei contesti più fragili'.

Guardando alle politiche europee sugli imballaggi, i consumatori italiani chiedono che il legislatore dia priorità a prevenzione della contaminazione (51%), conservazione nel tempo (43%) e accessibilità economica del cibo (31%). Non a caso, il 76% [2] ritiene che senza soluzioni di packaging adeguate la capacità di affrontare una crisi alimentare sarebbe ridotta, mentre oltre l'80%[3] sottolinea l'importanza di filiera e approvvigionamenti europei per ridurre i rischi di interruzione.

Nel corso della tavola rotonda 'La sicurezza alimentare come chiave per la difesa nazionale', organizzata durante l'evento Tetra Pak, Michele Barcaiuolo, Senatore della Repubblica e membro della Commissione Affari esteri e Difesa, ha affermato: 'Con il disegno di legge sulla sicurezza e la continuità degli approvvigionamenti alimentari proponiamo strumenti concreti: un piano nazionale, una cabina di regia e sistemi di scorte strategiche. La sicurezza alimentare deve diventare un criterio guida delle decisioni europee, introducendo strumenti come un vero Food Security Test'.
Luigi Scordamaglia, Amministratore Delegato Filiera Italia, ha aggiunto: 'Abbiamo chiesto l'attivazione di stock strategici agroalimentari per rendere il Paese meno esposto a shock globali e interruzioni delle supply chain e abbiamo quindi proposto di prevedere nel fondo competitività risorse adeguate per le infrastrutture di stoccaggio europee oggi inesistenti. Accogliamo con favore l'istituzione di un Piano nazionale, da inserire in un quadro comunitario'.
Maurizio Gardini, Presidente Conserve Italia, ha commentato: 'La sostenibilità è centrale, ma va perseguita senza compromettere la capacità produttiva. Servono politiche europee che tengano insieme transizione, competitività e sicurezza alimentare'.

A evidenziare il ruolo del packaging è stato Andrea Taglini, Consigliere UCIMA: 'Lo studio mostra che la sicurezza alimentare è percepita come un sistema fragile. In questo contesto il packaging non è un dettaglio, ma una leva di sicurezza nazionale'.

A chiudere l'evento, Davide Baruffi, Assessore al Bilancio della Regione Emilia-Romagna: 'Sicurezza e sostenibilità sono obiettivi irrinunciabili. Per raggiungerli, agricoltura e industria devono camminare insieme, mettendo a sistema imprese, ricerca e competenze'.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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