'A che punto è la notte? È la domanda che dobbiamo avere il coraggio di farci, mentre sul cielo del distretto ceramico si addensano nuvoloni pesanti: bollette stellari, stoccaggi di gas, Ets. Il danno non riguarda solo i bilanci aziendali, è già nelle tasche dei lavoratori, attraverso il crollo dei premi di risultato. Occorre che il distretto agisca unito come non mai'.
Così Massimo Muratori, leader di Femca Cisl Emilia Centrale, interviene sulla situazione del distretto ceramico, dopo che anche Confindustria ha fatto suonare la sirena ricordando al Governo che, con l’indotto, sono a rischio 40mila posti.
'Cosa succede? Le imprese ceramiche stanno pagando tre guai che non toccano la concorrenza. Primo: sul fronte gas, una ceramica modenese oggi può avere un handicap energetico diretto nell’ordine di 0,35-0,50 €/mq rispetto a Spagna e Francia. Poi vanno aggiunti oneri, contratti specifici, coperture e la tassazione Ets. Per un’impresa che produce 10 milioni di mq di piastrelle, significa 3,5-5 milioni di euro di svantaggio potenziale annuo. Occhio, quindi, al salasso invernale. Oggi l’Italia è attorno al 55% degli stoccaggi di gas, mentre l’Europa è più indietro rispetto a un anno fa. Nei prossimi mesi servirà altro gas, spesso gas liquido, in un mercato globale teso e costoso – segnala Muratori –.
Se riempiamo gli stoccaggi comprando gas caro, quella sicurezza rischia di diventare una nuova stangata in inverno'.'Secondo guaio: l’energia elettrica a prezzi folli. Una delle nostre imprese ceramiche paga circa il +52% rispetto alla Francia e circa il +63% rispetto alla Spagna. Il motivo? L’Italia resta fortemente agganciata al gas nella formazione del prezzo elettrico e da noi il gas copre quasi metà della produzione elettrica. Terzo guaio: sono gli Ets, la tassa europea sulle emissioni di Co2. Il solo impatto lordo può valere circa 2 milioni l’anno per una ceramica modenese media e superare 6 milioni per un’impresa più grande. La transizione ecologica è necessaria, ma non può essere fatta spegnendo prima le fabbriche. Se gli Ets non saranno sospesi rapidamente, potrebbero essere la goccia che farà traboccare il vaso, il prossimo autunno – scandisce Muratori –. E se la politica europea continua a trattare allo stesso modo chi può decarbonizzare subito e chi ha bisogno di tecnologie, tempi e investimenti, allora non sta governando la transizione: la sta scaricando su Modena e Reggio'.
'Il mix di questi tre problemi è sempre più insostenibile e, nel medio periodo, apre il rischio della cassa integrazione.


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