'Non scrivo per dire “avevo ragione”. Scrivo perché Carpi non può permettersi un ulteriore errore. Il primo errore è stato raccontare Aimag come una società da salvare cedendone il controllo industriale a Hera. Poi sono arrivati i numeri. Il bilancio 2023 parlava di 400 milioni di valore della produzione, Ebitda a 60,4 milioni, Ebit a 22 milioni, utile netto di Gruppo pari a 9,2 milioni e investimenti superiori a 36 milioni. Anche i dati odierni sono più che ottimi considerati i dividendi distribuiti, di certo non i numeri di una società alla deriva. Non i numeri di un’azienda che ha bisogno di essere salvata da un privato. Eppure quella era la narrazione ufficiale dell’amministrazione di Carpi e di quelle in accordo con il Pd negli altri comuni'. A parlare è il coordinatore di Azione Carpi, Simone Morelli.
'La Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna ha espresso parere negativo sull’operazione Aimag-Hera, rilevando criticità pesanti: motivazioni insufficienti, mancata valutazione di alternative, carenza di analisi sulla convenienza economica e assenza della procedura di gara a doppio oggetto. Non un cavillo: una bocciatura politica e amministrativa di un percorso che avrebbe spostato il governo reale di AIMAG verso il socio privato.
Anche la Corte dei Conti lombarda ha successivamente espresso parere negativo, evidenziando la perdita di controllo pubblico. Due bocciature. Una sola direzione.Eppure avevamo chiesto trasparenza, come risposta il silenzio e avevamo chiesto le dimissioni del Cda, come risposta ancora il silenzio. Poi, come abbiamo sempre sostenuto, abbiamo appreso che l’azienda godeva di ottima salute economica, in piena controtendenza con quanto sbandierato dalla maggioranza. Se la strada da sempre voluta ma mai dichiarata da parte del PD era Hera, sarebbe stato utile, opportuno e chiaro, fin da subito anni fa come ORA dichiararlo assumendosi una responsabilità e di lasciare liberi i cittadini di decidere'.
'Aimag è partecipata dai 21 Comuni soci, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola; Hera detiene il 25%. Il Comune di Carpi è il primo azionista pubblico con il 20,47%, mentre le due Fondazioni detengono rispettivamente il 7,50% e il 2,50%. Il Cda di Aimag è stato rinnovato il 29 giugno 2023 e resta in carica tre anni: la sua naturale scadenza è davanti a noi. Qui si decide tutto. Le nomine nelle Fondazioni e la futura composizione del Cda di Aimag non sono vicende separate: sono vasi comunicanti. Chi governa le Fondazioni può incidere sugli equilibri societari.
'Chiedo una cosa semplice: nomi scelti alla luce del sole, dove prevalga una visione chiara e non un asfittico ed egemone monocolore. Competenze, indipendenza reale, esperienza nei servizi pubblici locali, capacità industriale e radicamento nel territorio. Non appartenenze. Non correnti. Non fedeltà. Questa è anche la prova del fuoco per il “campo largo” carpigiano: si vince con le idee o con i posti? Si governa per i cittadini o per il partito, o peggio ancora per opportunismi personali? Chi in campagna elettorale prometteva trasparenza e discontinuità deve ora scegliere: Libertà o sudditanza, essere l’ultimo dei vecchi o il primo dei nuovi. Questa volta non basteranno comunicati rassicuranti, inutili scuse mal costruite, strategie di partito o milionarie consulenze. Questa volta parleranno i nomi. E dai nomi capiremo tutto' - chiude Morelli.



