Chi se lo ricorda perché anche ragazzo/a vi partecipò, ora avrà i capelli bianchi. Era il maggio del 1987, nel pieno di quel periodo straordinario in cui Modena divenne davvero capitale del rock e dei concerti livello internazionale. Trasformando lo stadio Braglia nell'arena più prestigiosa d'Italia per eventi ed ospiti. Dai Pink Floyd a Sting, da Prince agli U2. Era il 29 maggio quando in uno stadio tutto esaurito si aprì, col calare della sera, il primo dei due concerti modenesi del The Joshua Tree Tour. Non c'era il web, non c'erano gli smartphone, non c'erano i social. E non per dire che era meglio o peggio. Solo per dire che non c'erano. Che sembra impossibile, ma non c'erano. C'era soltanto un'emozione forte, amplificata dall'aspettativa di scoprire, senza anticipazioni in tempo reale, che cosa sarebbe successo. Se la scaletta fosse stata la stessa, magari, di quella che attraverso i giornali i fans avevano saputo essere stata eseguita nelle tappe del tour precedenti a quella di Modena. Le prime note della chitarra di Where the street have no name che diedero il via al sogno che oggi rivive nel ricordo di un manifesto condiviso su fb da chi c'era e chi avrebbe voluto esserci. Oggi, come allora
Trentuno anni fa la due giorni di U2 a Modena
Negli anni in cui senza immagini web e smartphone, lo stadio Braglia ospit? i concerti di Pink Floyd, Sting e Prince
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