Passione, qualità, esclusività. Ad oltre 35 anni dalla nascita del marchio “Challenger”, Angelo Giovani si sofferma a riflettere sul percorso che ha reso il suo brand un’eccellenza del “made in Modena”.
Buongiorno Angelo, parlaci di Challenger
Challenger è nata nel 1983 da un’idea che abbiamo avuto io e due amici. Eravamo giovani, ma la passione ci ha portato a crescere tantissimo, tanto che nel ’87 vendevamo già in tutta Europa. Nello stesso periodo abbiamo consolidato la partnership con Alberto Tomba, un atleta con la “A” maiuscola. Nel corso degli anni l’azienda ha avuto alti e bassi, come è naturale che sia. Ma nel 2000 c’è stata la svolta che ha cambiato le carte in tavola: sono diventato proprietario del marchio al 100%. Un sogno diventato realtà per me. Da quel momento in avanti, siamo riusciti a consolidare il brand, portando avanti una filosofia che è diventata un po’ il nostro simbolo.
Parlaci di questa filosofia: il “made in Modena” di Challenger
Partiamo da un concetto: lo stile e la qualità italiani sono rinomati in tutto il mondo, eppure molte case di moda nostrane hanno deciso di trasferire la produzione all’estero.
In che località possiamo trovare Challenger?
Ci potete trovare a Moena, Madonna di Campiglio, Corvara, Courmayeur, Rapallo, San Martino di Castrozza, Santa Margherita di pula, Grado, Bormio, Milano Marittima, Palau, Baia Sardinia, Agordo, Castiadas e Ispica.
Oppure possiamo fermarci in negozio da te, a Sassuolo
Assolutamente. Qui a Sassuolo, in via Regina Pacis 92, c’è la casa madre, che è anche outlet. È qui che mi trovate, sempre pronto ad offrirvi un buon caffè!
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