'Questi sono gli ultimi numeri resi disponibili dal CED del Ministero dei Trasporti e pubblicati dall'Albo degli autotrasportatori - spiega la portavoce di Ruote Libere Cinzia Franchini -. Numeri che danno conto ancora una volta di come la maggior parte delle aziende si concentri nelle zone più produttive del paese a partire da Lombardia ed Emilia Romagna. Un dato che non stupisce dal momento che è naturale che le regioni più ricche richiedano per le proprie attività maggiori servizi, tra i quali appunto quello dell’autotrasporto e della logistica. Il settore si conferma perno centrale e opportunità imprescindibile di sviluppo e volano per l’intera economia del Paese ed è per questo che necessita di una attenzione particolare da parte di chi governa, con amministratori che pensino ad una riforma strutturale del comparto che superi le logiche dei sussidi economici a pioggia e metta le imprese nelle condizioni di poter guardare al futuro, irrobustendosi ed essendo competitive sul mercato nazionale ed europeo'.
'D'altro canto questa ricchezza di imprese soprattutto in regioni come l'Emilia-Romagna, ripropongono l'urgenza di una piena presa di coscienza di quanto le infiltrazioni mafiose abbiano agito in questi decenni nell’autotrasporto, favorite da un terreno fatto di tante realtà deboli e per questo più facilmente aggredibili e utilizzabili per le attività di riciclaggio con dinamiche criminali e ovviamente fuori mercato. Se al nord si concentra la maggior percentuale di aziende è logico supporre che proprio al nord si stia focalizzando l’interesse delle mafie, eppure dopo il maxi-processo di 'ndrangheta al nord, Aemilia, il problema sembra sparito dalla agenda politica e associativa.



