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'Boom imprese al nord, opportunità ma rischio radicamento mafioso'

'Boom imprese al nord, opportunità ma rischio radicamento mafioso'

La portavoce di Ruote Libere Cinzia Franchini sugli ultimi numeri resi disponibili dal CED del Ministero dei Trasporti e pubblicati dall'Albo autotrasportatori


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E' ancora una volta la Lombardia la regione italiana con il più alto numero di imprese di autotrasporto con 14.131 aziende attive di cui 4.000 solo a Milano. Segue l'Emilia-Romagna con 10.532 di cui 2.371 a Bologna e 2.055 a Modena. Al terzo posto la Campania (9.436) seguita dal Veneto (9.171). Sono 8.937 le imprese attive nel Lazio. Importanti anche i dati della Sicilia, con 7.637 imprese attive, Puglia (6.517) e Piemonte (5.974). Ultima la Val d’Aosta, con 137 imprese mentre al penultimo posto il Molise con 771 aziende. Le provincie con il maggior numero di società di autotrasporto sono Roma (6.199), Napoli (4.502), Milano (4.000), Torino (2.962), Palermo (2.494) e Bari (2.396). Quelle con i numeri più esigui Gorizia (167), Verbania e Biella (rispettivamente 140 società) e Aosta (137).

'Questi sono gli ultimi numeri resi disponibili dal CED del Ministero dei Trasporti e pubblicati dall'Albo degli autotrasportatori - spiega la portavoce di Ruote Libere Cinzia Franchini -. Numeri che danno conto ancora una volta di come la maggior parte delle aziende si concentri nelle zone più produttive del paese a partire da Lombardia ed Emilia Romagna.
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Un dato che non stupisce dal momento che è naturale che le regioni più ricche richiedano per le proprie attività maggiori servizi, tra i quali appunto quello dell’autotrasporto e della logistica. Il settore si conferma perno centrale e opportunità imprescindibile di sviluppo e volano per l’intera economia del Paese ed è per questo che necessita di una attenzione particolare da parte di chi governa, con amministratori che pensino ad una riforma strutturale del comparto che superi le logiche dei sussidi economici a pioggia e metta le imprese nelle condizioni di poter guardare al futuro, irrobustendosi ed essendo competitive sul mercato nazionale ed europeo'.

'D'altro canto questa ricchezza di imprese soprattutto in regioni come l'Emilia-Romagna, ripropongono l'urgenza di una piena presa di coscienza di quanto le infiltrazioni mafiose abbiano agito in questi decenni nell’autotrasporto, favorite da un terreno fatto di tante realtà deboli e per questo più facilmente aggredibili e utilizzabili per le attività di riciclaggio con dinamiche criminali e ovviamente fuori mercato. Se al nord si concentra la maggior percentuale di aziende è logico supporre che proprio al nord si stia focalizzando l’interesse delle mafie, eppure dopo il maxi-processo di 'ndrangheta al nord, Aemilia, il problema sembra sparito dalla agenda politica e associativa.
Per questo crediamo che questi numeri, per l’ennesima volta, richiamino tutti - istituzioni, imprenditori, associazioni, committenti - a una netta assunzione di responsabilità in tal senso' - chiude Cinzia Franchini.
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