A Modena e dintorni sono state usate 30 milioni di ore di cassa integrazione 'Covid', da gennaio a maggio.
'Bisogna fare di tutto perche' le ore di ammortizzatore non si trasformino in esuberi', e' l'appello oggi della segreteria Cgil di piazza Cittadella. Dopo i dati diffusi dalla Cgil regionale sabato sulla cassa integrazione in Emilia-Romagna, dove si evidenzia il ricorso a 136 milioni di ore tra gennaio e maggio 2020, emerge quindi 'un quadro molto preoccupante', puntualizza il sindacato modenese citando anche il calo del Pil di 10 punti atteso quest'anno.
La Camera del lavoro modenese, ricordando che la crisi nel territorio era ritornata qua e la' anche prima del Covid, sprona quindi: 'Questi dati devono stimolare tutti i soggetti economici e istituzionali della nostra provincia per ragionare su cosa mettere in campo per far si' che queste ore di cassa integrazione non siano preludio ai licenziamenti. Se, da un lato, le imprese lamentano il calo di fatturato e la perdita di utili per gli effetti del Covid, i lavoratori stanno anch'essi pagando un alto prezzo per la decurtazione di tutte queste ore di lavoro che determinano un taglio significativo dello stipendio. Nessun lavoratore deve essere lasciato indietro', si raccomanda la segreteria Cgil in una nota. Tra l'altro, si auspica almeno che il blocco dei licenziamenti, che con il Dl Rilancio e' stato prorogato fino al 17 agosto, possa essere 'ulteriormente prorogato almeno sino a fine anno'.
A Modena già 30 milioni di ore di cassa integrazione utilizzate
Da gennaio a maggio. Dati preoccupanti per la CGIL che teme per i licenziamenti e chiede che 'il blocco del 17 agosto sia spostato a fine anno'
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