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Alimenti: sull'etichetta è obbligo specificare lo stabilimento

Alimenti: sull'etichetta è obbligo specificare lo stabilimento

La norma entrata i vigore giovedì 5 aprile consente di verificare se un alimento è stato prodotto o o confezionato in Italia


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Scattato da oggi, 5 dicembre. l’obbligo di indicare nell’etichetta degli alimenti la sede e l'indirizzo dello stabilimento di produzione o di confezionamento. Lo ha reso noto Coldiretti Emilia Romagna nel sottolineare l’entrata in vigore il 5 aprile del Decreto Legislativo 15 settembre 2017 n. 145, dopo 180 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale n. 235 del 7 ottobre 2017.
Una norma – sottolinea Coldiretti regionale – che consente di verificare se un alimento è stato prodotto o confezionato in Italia sostenuta, secondo la consultazione on line del Ministero delle Politiche Agricole, dall’84% dei consumatori che ritengono fondamentale conoscere, oltre all’origine degli ingredienti, anche il luogo in cui è avvenuto il processo di trasformazione. Con l’obbligo – informa Coldiretti Emilia Romagna – arrivano anche sanzioni, in caso di inadempimento, che vanno da 2.000 euro a 15.000 euro. si tratta di un altro passo avanti – commenta Coldiretti regionale – sul fronte della trasparenza dell’origine dei prodotti agroalimentari.

Insieme allo stabilimento di lavorazione – sostiene Coldiretti – va al più presto prevista l’indicazione obbligatoria in etichetta per tutti gli alimenti anche dell’origine degli ingredienti che è di gran lunga considerato l’elemento determinate per le scelte di acquisto dal 96% dei consumatori.

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Una battaglia per la trasparenza condotta dalla Coldiretti che ha portato molti risultati anche se – continua la Coldiretti – oltre 1/4 della spesa degli italiani è ancora anonima con l’etichetta che non indica la provenienza degli alimenti, dai salumi ai succhi di frutta fino alla carne di coniglio. Due prosciutti su tre venduti oggi in Italia provengono da maiali allevati all’estero senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta dove non è ancora obbligatorio indicare l’origine.

Per questo la Coldiretti ha avviato una mobilitazione popolare #stopcibofalso nei confronti dell’Unione Europea per fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l’economia e bloccare le speculazioni. 

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