Ad affermarlo i lavoratori che per lo più organizzati sotto la bandiera Si Cobas (unica organizzazione ad essersi opposta all'introduzione del Green Pass sul lavoro e che da domani è unito al divieto di lavorare per tutti i maggiori di 50 anni non vaccinati o non guariti), hanno manifestato pacificamente questa mattina davanti alle loro rispettive aziende. Nell'elenco diffuso da Si Cobas ci sono la SDA di Modena, all'Inalca e alla Suincom di Castelnuovo Rangone, alla Fiorani, e alla DR Tecnica. Poi a Soliera. A Fiorano, alla Marazzi, la protesta si è unita anche ad uno sciopero
'Alla base del certificato verde che nega il lavoro non c'è nulla di medico, sanitario o “scientifico”. Si tratta unicamente di uno strumento di discriminazione, il cui scopo è far ricadere la responsabilità della pandemia sui comportamenti individuali e sulle fasce più deboli della società, creando ad arte una categoria di capri espiatori, i “no vax”, categoria in cui ora ricadono paradossalmente anche persone vaccinate ma senza terza dose. Il governo chiude gli ospedali, elimina i fondi INPS per la quarantena, ma accusa i non vaccinati di provocare un'emergenza sanitaria.
Il lasciapassare è uno strumento di oppressione in particolare dei lavoratori, e ancor più dei lavoratori migranti, già sottoposti insieme alle loro famiglie al pesante ricatto del permesso di soggiorno. Il lasciapassare e la deliberata criminalizzazione del dissenso, al fine di coprire le gravissime responsabilità e omissioni dello Stato e del potere economico, stanno provocando lo sgretolamento della dimensione collettiva, dell'idea di comunità, stanno minacciando in ultima analisi la tenuta sociale e le basi stesse della democrazia' - conclude il S.I.

