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Fuori dalle aziende per dire no al green pass

Fuori dalle aziende per dire no al green pass

Presidio di lavoratori Si-Cobas davanti alla SDA di Modena ed in altre realtà aziendali a Fiorano, Castelnuovo Rangone Soliera. Domani chi ha più di 50 anni può lavorare solo se è vaccinato o guarito. Almeno fino alla scadenza del Green Pass e alla dose che verrà


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'Da due anni viviamo sotto il regime dello 'stato di emergenza: i cortei sono vietati, le assemblee e le riunioni sono vietate o ristrette, i diritti basilari sono limitati da decreti arbitrari e grotteschi. La finanza internazionale ha imposto il proprio governo, il governo Draghi, col compito di svendere il paese e disciplinare la popolazione: i tagli alla sanità (altri 6 miliardi in meno quest'anno), le privatizzazioni, la maniacale repressione del dissenso, l'aumento delle bollette e dell'inflazione, i licenziamenti di massa e la macelleria sociale che abbiamo subito negli ultimi mesi non sono che l'inizio di quella che chiamano la nuova normalità. Tra tutte le misure del governo la più clamorosa è l'introduzione del lasciapassare per accedere al lavoro, ai trasporti pubblici e ai servizi essenziali come poste, università, banche e uffici comunali. L'Italia è l'unico paese al mondo dove per andare a lavorare, rinnovare la carta d'identità o salire su un autobus serve il certificato vaccinale'.
Ad affermarlo i lavoratori che per lo più organizzati sotto la bandiera Si Cobas (unica organizzazione ad essersi opposta all'introduzione del Green Pass sul lavoro e che da domani è unito al divieto di lavorare per tutti i maggiori di 50 anni non vaccinati o non guariti), hanno manifestato pacificamente questa mattina davanti alle loro rispettive aziende.
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Nell'elenco diffuso da Si Cobas ci sono la SDA di Modena, all'Inalca e alla Suincom di Castelnuovo Rangone, alla Fiorani, e alla DR Tecnica. Poi a Soliera. A Fiorano, alla Marazzi, la protesta si è unita anche ad uno sciopero
'Alla base del certificato verde che nega il lavoro non c'è nulla di medico, sanitario o “scientifico”. Si tratta unicamente di uno strumento di discriminazione, il cui scopo è far ricadere la responsabilità della pandemia sui comportamenti individuali e sulle fasce più deboli della società, creando ad arte una categoria di capri espiatori, i “no vax”, categoria in cui ora ricadono paradossalmente anche persone vaccinate ma senza terza dose. Il governo chiude gli ospedali, elimina i fondi INPS per la quarantena, ma accusa i non vaccinati di provocare un'emergenza sanitaria.

Il lasciapassare è uno strumento di oppressione in particolare dei lavoratori, e ancor più dei lavoratori migranti, già sottoposti insieme alle loro famiglie al pesante ricatto del permesso di soggiorno. Il lasciapassare e la deliberata criminalizzazione del dissenso, al fine di coprire le gravissime responsabilità e omissioni dello Stato e del potere economico, stanno provocando lo sgretolamento della dimensione collettiva, dell'idea di comunità, stanno minacciando in ultima analisi la tenuta sociale e le basi stesse della democrazia' - conclude il S.I.
Cobas che per sabato 19 febbraio, ore 14.30, davanti all'INPS lancia una protesta regionale
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