'Di fronte alle richieste di Ance di semplificare le procedure a monte non possiamo che esprimere forte preoccupazione per le risposte che stanno emergendo', sostiene Sandro Grisendi, presidente di Ance Modena, che continua in una nota: 'Sconcerta avvertire il ricorso a commissari dotati di ampi poteri di deroga al Codice, e ancora di piu' sconcerta vedere riapparire il massimo ribasso come sistema di aggiudicazione degli appalti, nemmeno attenuato dall'esclusione automatica dell'offerta anomala'.
Di fatto in linea con i sindacati, in questo senso, Grisendi rimarca che 'il massimo ribasso era stato accantonato da decenni, proprio perche' consente la corsa alla irregolarita', al lavoro nero, al malaffare'. Ma Ance respinge pure il sistema dell'esclusione automatica dell'offerta anomala, 'tanto piu' se diffusa a significativi importi a base di appalto', perche' 'significherebbe, in Italia, estenderli alla grandissima maggioranza degli appalti pubblici', visto che la maggior parte e' inferiore al milione di euro. Insomma, verrebbero 'favorite le scatole vuote, create ad arte', mentre si 'danneggia l'imprenditoria strutturata e qualificata'.
In ogni caso, oltre alle norme sulle opere pubbliche, Ance Modena chiede 'al piu' presto' un altro intervento a favore del settore: un pacchetto di misure urbanistiche, edilizie e fiscali per rilanciare la rigenerazione urbana. E infatti insiste Grisendi: 'Crediamo che anche il sindacato debba essere coinvolto nella difesa del sistema sano delle costruzioni, difendendo quel patrimonio che ancora rimane di competenza ed occupazione. Per poter riprendere a generare lavoro, contribuendo alla ripresa del settore e con esso del Paese'.


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